Storico reporter fotografico di La Repubblica, ha documentato i grandi eventi di Napoli dagli anni ’80 a oggi
Si è spento a Napoli, all’età di 61 anni, il fotoreporter Riccardo Siano, figura storica del giornalismo fotografico partenopeo e per decenni volto autorevole della redazione napoletana di La Repubblica. Con la sua macchina fotografica ha attraversato oltre quarant’anni di cronaca cittadina, raccontando trasformazioni, ferite e contraddizioni di Napoli attraverso immagini diventate spesso simboliche.
Figlio del fotografo Mario Siano, tra i fondatori dell’agenzia fotografica Fotosud legata storicamente a Il Mattino, Riccardo aveva iniziato il proprio percorso professionale negli anni Ottanta insieme al fratello Sergio, respirando fin da giovane il clima delle redazioni e della fotografia di cronaca.
Dopo le prime esperienze con la Rotopress, dove seguì numerosi eventi sportivi, approdò al Giornale di Napoli, iniziando a documentare da vicino la vita quotidiana della città e i principali avvenimenti della cronaca campana. Il passaggio a La Repubblica, nel 1990, segnò l’inizio di una lunga stagione professionale durante la quale si impose come uno dei più stimati fotoreporter italiani.
Nel corso della sua carriera, Siano ha saputo distinguersi per uno stile personale, immediato e profondamente umano. Le sue fotografie non si limitavano a registrare i fatti: riuscivano a cogliere emozioni, tensioni e dettagli capaci di restituire il volto autentico della città. Colleghi e professionisti del settore lo ricordano come un maestro della fotografia, apprezzato non solo per il talento e l’originalità dei suoi reportage, ma anche per la disponibilità e la generosità dimostrate nel lavoro quotidiano.
Con la scomparsa di Riccardo Siano, Napoli perde uno dei suoi narratori più sensibili e appassionati, un testimone silenzioso che attraverso le immagini ha raccontato quarant’anni di storia, cronaca e vita urbana.

