Cardito, esposta la grande tela del maestro Marino a favore del popolo afghano

Messaggio di cultura di pace e di libertà per i comuni di Napoli Nord

Alla presenza del pubblico e di un folto gruppo di studenti del liceo artistico Sereni, accolti con garbo e signorilità di Vincenzo Russo, il sindaco di Cardito Giuseppe Cirillo ha inaugurato l’esposizione della grande tela di quattro metri per due realizzato a favore del popolo afghano: “AFGHANISTAN: tra la sharia talebana e il sogno afghano”  del maestro Enzo Marino che ha spiegato i significati del suo lavoro.

Al centro, in primo piano, un simbolico e significativo burqa rosso: al suo interno 60 anni di storia afgana, le tante violenze subite, i tradimenti internazionali, bombe, massacri, l’incoscienza di chi ha abbandonato questo popolo alla sofferenza e al dolore.

Alla destra del burqa, il presente, l’attuale trionfo dei talebani, le armi particolari e originali; un talebano intervistato dalle tv occidentali, alle sue spalle una donna nuda, simbolo delle contraddizioni che connotano questa realtà; l’indottrinamento delle fanciulle da parte delle donne della tradizione, come ritorno al passato, alla sharia che opprime soprattutto le stesse donne.

A sinistra, il sogno: sotto un sole nascente, strumenti musicali, la pittura, le arti, l’allevamento degli uccelli, anziani in ambienti domestici, immagini che simboleggiano il desiderio di normalità e di serenità, che il popolo afgano sogna.  Ecco dunque i tre significati: il passato, il presente, il sogno.

Il Maestro Marino ha sottolineato a più riprese, anche in seguito alle domande poste dagli studenti, lo studio che tale dipinto sottende, riguardante la storia e le tradizioni millenarie che contraddistinguono nel bene e nel male il popolo afgano. Egli s’è soffermato anche sulla fragilità delle democrazie occidentali, vedi il tentativo di golpe di Tramp  e le tendenze poco rassicuranti della vita italiana: leggi personalizzate, scarse garanzie istituzionali, il prevalere dell’arroganza nella politica, l’eccessiva tolleranza verso chi truffa lo Stato e il popolo, l’intuizione che le istituzioni si allontanano sempre più dal popolo gli suscitano preoccupazioni per la democrazia e la libertà.

Il sindaco di Cardito, Giuseppe Cirillo, entusiasta, dopo aver ringraziato Enzo Marino per il prezioso dono, ha proposto che questo capolavoro, patrimonio del comune da lui rappresentato, sia itinerante nei comuni viciniori, quale messaggio di cultura, di pace, di libertà, in particolare nei comuni di Caivano, Crispano, Frattaminore, Frattamaggiore, Afragola, i cui sindaci, presenti all’evento, coordinato dalla giornalista Pina Stendardo, hanno osservato e commentato con ammirato stupore.

L’incontro, in effetti, grazie agli interventi dei sindaci, si è trasformato in una vera e propria tavola rotonda. Enzo Falco, Michele Emiliano, Giuseppe Bencivenga, M. Antonio Del Prete, Antonio Pannone, infatti, hanno di volta in volta evidenziato: le sopraffazioni, gli abusi che le donne afgane subiscono, focalizzando l’attenzione anche sulla violenza che tuttora imperversa sulle donne europee causandone la morte; la libertà, quale valore imprescindibile non solo nella nostra società ma in tutto il mondo; la pace, unica garante dei diritti e dei doveri; le contraddizioni, le disuguaglianze, i disagi dei nostri territori; l’importanza dell’istruzione, momento fondante di riscatto umano e sociale; le difficoltà che le comunità straniere incontrano nell’integrarsi qui da noi; il rispetto dovuto alle tradizioni ma anche il disagio delle giovani donne che, provenienti da famiglie orientali, provano nel frequentare scuole e ambienti occidentali.

Lo sguardo di ogni primo cittadino si è ampliato dal locale all’internazionale, dal vicino al lontano, in questo 10 dicembre, giornata mondiale dei diritti umani, diritti che, purtroppo, attualmente, come hanno sottolineato i sindaci, sono troppo spesso negati, circa la salute, l’istruzione, il lavoro, la dignità della persona. Diritti che bisogna continuare a difendere, oltre le paure e le indifferenze. L’incontro si è concluso con la speranza, che effettivamente il futuro possa riservare sia agli afgani, sia a noi tutti pace e libertà.

Vittoria Caso

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