Il percorso del progetto nato a Scampia che ha coinvolto oltre 1500 giovani in vent’anni di attività
Nel ventennale di uno dei progetti più longevi e riconoscibili di teatro partecipato in Italia, Teatro di Napoli – Teatro Nazionale celebra Arrevuoto, nato nel 2006 tra centro e periferie della città con un’idea semplice e radicale: fare del teatro uno spazio di formazione collettiva, incontro e trasformazione sociale.
Il progetto festeggia i suoi vent’anni con un programma articolato tra il Ridotto del Mercadante e il Teatro San Ferdinando, dove prende forma il cosiddetto “Ventesimo movimento”, tra spettacolo, incontri e una pubblicazione speciale.
Un anniversario tra scena e racconto
Il percorso celebrativo si apre mercoledì 20 maggio alle ore 19 al Ridotto del Mercadante con la presentazione del numero speciale della rivista Perseo, dedicata interamente all’esperienza di Arrevuoto. A seguire, un confronto pubblico che riunisce alcune delle figure chiave del progetto: Roberto Andò, Maurizio Braucci, Mimmo Basso, Roberto D’Avascio. Un momento pensato non solo per celebrare, ma per ripercorrere vent’anni di lavoro condiviso tra artisti, scuole, educatori e comunità.
“Sospesi tra le stelle”: il nuovo movimento
Il cuore della celebrazione è lo spettacolo “Sospesi tra le stelle”, in scena al San Ferdinando sabato 23 maggio alle ore 19 e domenica 24 maggio alle ore 18. Il lavoro nasce da un’idea di Roberta Carlotto e dalla scrittura e cura di Maurizio Braucci, con la regia collettiva di Alessandra Asuni, Fabiana Fazio ed Emanuele Valenti.
Lo spettacolo coinvolge oltre 100 giovani interpreti provenienti da scuole, associazioni e percorsi educativi diversi, trasformando la scena in un laboratorio vivo di narrazione collettiva.
Una storia nata a Scampia
Arrevuoto nasce nella stagione 2005-2006 all’interno del sistema teatrale cittadino, intrecciando il lavoro del teatro pubblico con scuole, associazioni e realtà sociali dei territori più complessi di Napoli, tra cui Scampia.
L’obiettivo iniziale era costruire uno spazio condiviso tra adolescenti, artisti e comunità educanti, capace di generare spettacoli corali e “scomposti”, attraversati dalle tensioni e dalle energie della città.
Nel tempo, il progetto ha coinvolto oltre 1500 giovani, diventando un dispositivo stabile di formazione teatrale e cittadinanza attiva.
La rivista “Perseo” e la memoria viva del progetto
Il numero speciale di Perseo, edito da Marotta&Cafiero, raccoglie oltre 40 contributi tra testimonianze, interviste e materiali fotografici. La pubblicazione si divide in due sezioni: una parte dedicata a interventi di artisti, studiosi e operatori culturali; una seconda intitolata “Arrevuoto: corpi, parole, immagini”, che dà spazio alle voci di chi ha attraversato il progetto nel corso degli anni.
Tra i contributi figurano, tra gli altri, quelli di Ermanna Montanari, Marco Martinelli, Massimiliano Virgilio, Claudia Cannella e numerosi operatori culturali e pedagogici.
“Sospesi tra le stelle”: il racconto
Lo spettacolo immagina una situazione surreale: il pianeta Terra viene circondato da navicelle spaziali senza che se ne conosca la provenienza. Un messaggero extraterrestre non si rivolge ai potenti del mondo, ma a un semplice barista. Da questo ribaltamento narrativo nasce un confronto tra umanità e alterità, ma soprattutto tra gli esseri umani e se stessi. Nelle note di Maurizio Braucci, si legge: «Cosa accadrebbe se, mentre il mondo è afflitto da guerre e ingiustizie, centinaia di navicelle spaziali accerchiassero il pianeta?»
E ancora: «Rovesciando le prevedibili prospettive, ne nasce un confronto dell’umanità non solo con esseri appartenenti a un’evoluta civiltà stellare, ma innanzitutto con se stessa».
Una pedagogia della scena
Il progetto Arrevuoto si conferma, a vent’anni dalla nascita, come una pratica che unisce teatro, educazione e partecipazione civica. Le parole di Maurizio Braucci restituiscono la complessità dell’esperienza: «Non so se Arrevuoto sia un progetto di pedagogia e teatro per adolescenti… non so se invece sia un modo per fare arte diversamente…»
E ancora: «Ma una cosa la so: che Arrevuoto è nato da un’emergenza cittadina… ed è diventato un corpo di continuità creativa, stabile e con un metodo collaudato». Infine, la definizione più emblematica: «Io so… che da questo punto di vista noi siamo istituzione: un’istituzione nata dall’anarchia del teatro e dalla poesia dell’adolescenza».
Una comunità in scena
Il progetto coinvolge una rete ampia di scuole, associazioni e realtà sociali, tra cui: Istituti comprensivi del territorio napoletano: Cooperative sociali;associa zioni culturali e comunitarie; centri educativi e laboratori teatrali
Un sistema diffuso che trasforma il teatro in uno spazio di relazione continua tra generazioni e territori.
Un ventennale che guarda avanti
Arrevuoto non celebra soltanto un traguardo, ma rilancia una domanda: cosa significa oggi fare teatro con gli adolescenti, dentro una città complessa e in trasformazione?
Tra memoria e futuro, il “Ventesimo movimento” conferma l’identità del progetto: un luogo dove il teatro non rappresenta soltanto il mondo, ma lo interroga insieme a chi lo abita.

