Attivisti, comitati e cittadini contestano il sostegno di Goletta Verde ai lavori nei cantieri della bonifica: decine di commenti contro l’associazione
Una valanga di commenti ha travolto la pagina Facebook di Legambiente dopo la pubblicazione del reel dedicato alla visita di Goletta Verde ai cantieri della bonifica di Bagnoli. Il video, con cui l’associazione ambientalista ha espresso apprezzamento per gli interventi in corso e rilanciato lo slogan “Bonificare per rigenerare”, è stato inondato di critiche da parte di attivisti, tecnici, cittadini e comitati territoriali, che accusano Legambiente di aver cambiato radicalmente posizione sul futuro dell’ex area industriale e di essersi ormai allineata alle scelte del sindaco e commissario straordinario Gaetano Manfredi.
La visita era stata organizzata dalla Struttura Commissariale per la bonifica di Bagnoli-Coroglio, che ha aperto le porte dei cantieri a terra e a mare ai rappresentanti di Goletta Verde. Presenti i subcommissari Filippo De Rossi e Dino Falconio, la presidente del Consiglio comunale Enza Amato, tecnici della struttura commissariale e rappresentanti delle imprese impegnate nei lavori.
Nel corso dell’incontro sono state illustrate le attività di dragaggio, il capping dei fondali, le modalità di stoccaggio e smaltimento dei materiali, il Piano di Monitoraggio Ambientale e gli interventi collegati ai lavori in vista dell’America’s Cup del 2027.
«Accogliamo con entusiasmo Goletta Verde e condividiamo da sempre le iniziative di eco-giustizia di Legambiente», ha dichiarato il subcommissario Dino Falconio.
Il subcommissario Filippo De Rossi ha spiegato che è stato predisposto un Piano di Monitoraggio Ambientale che prevede controlli sull’atmosfera, sul rumore, sulle acque marino-costiere e sulla vegetazione, con verifiche prima, durante e dopo i lavori, sotto il controllo dell’Arpac. Per il mare è previsto un sistema di “early warning” sulla torbidità, mentre per l’aria sono attive postazioni di monitoraggio e specifiche misure di mitigazione delle emissioni. «Un insieme di attività – ha spiegato – che, assieme a un canale di comunicazione accessibile, punta a informare i cittadini».
Durante la tappa campana di Goletta Verde è stato esposto in mare uno striscione con la scritta “Bonificare per rigenerare. Ecogiustizia subito!”. Per Legambiente, bonifica ambientale, rigenerazione urbana e sviluppo socioeconomico devono procedere insieme, nel rispetto della legalità, della trasparenza, dell’informazione e della partecipazione dei cittadini.
«Siamo convinti che Bagnoli possa diventare un modello nazionale di rigenerazione urbana, di green e blue economy e occupazione verde», ha dichiarato la presidente di Legambiente Campania, Mariateresa Imparato. «La visita organizzata oggi rappresenta un importante momento di confronto tra istituzioni, imprese e cittadinanza. Auspichiamo che possano seguire altri momenti di incontro e che il processo di bonifica avvenga senza speculazioni e senza decisioni calate dall’alto, garantendo invece un utilizzo pubblico, equo e sostenibile delle aree riqualificate, il diritto alla casa e ai servizi per i residenti e una piena valorizzazione della comunità di Bagnoli».
Le dichiarazioni dell’associazione e il reel pubblicato sulla pagina Facebook hanno però provocato una durissima reazione. Decine di commenti hanno contestato la posizione assunta da Legambiente, accusandola di aver rinunciato al proprio ruolo storico di soggetto indipendente per sostenere il progetto del Commissariato.
Tra i primi a intervenire è stata la Rete Sociale NoBox. «Già da tempo non siete più credibili ma con questo reel vi collocate definitivamente al servizio dei peggiori inquinatori, speculatori e nemici di ogni partecipazione», scrivono gli attivisti. «Non stanno bonificando ma stanno mettendo in sicurezza, che è molto diverso. Stanno letteralmente mettendo la polvere sotto il tappeto».
Critico anche Gianpiero Laurenzano, attivista sociale e militante di Potere al Popolo, che collega gli interventi all’America’s Cup alla rinuncia al progetto originario di riqualificazione dell’area. «Per non parlare del progetto America’s Cup che ha posto fine al sogno del ripristino della linea di costa con la spiaggia per le napoletane e i napoletani. Da Legambiente non me la sarei aspettata questa marchetta», scrive.
Numerosi commenti, tra cui quello di Maria Muscarà, ex consigliera regionale indipendente ricordano che il Piano Regolatore Generale e il Programma di Riqualificazione Ambientale Urbanistica prevedrebbero una spiaggia libera di circa due chilometri e un grande parco urbano, mentre i lavori oggi in corso, secondo i contestatori, sarebbero destinati a realizzare opere permanenti come hangar e infrastrutture portuali. Alcuni utenti sostengono inoltre che interventi presentati come provvisori rischino di diventare definitivi, compromettendo il ripristino della costa e la rinaturalizzazione dell’area.
Molte critiche riguardano anche il monitoraggio ambientale illustrato durante la visita. Diversi commentatori sostengono che vengano controllati esclusivamente gli inquinanti normalmente monitorati nelle aree urbane, come PM10, PM2.5, biossido di azoto, ozono, monossido di carbonio, anidride solforosa e benzene, mentre mancherebbero analisi mirate su sostanze considerate più pericolose, tra cui PCB, IPA, diossine, mercurio metilato e composti organostannici. Secondo gli autori dei commenti, ARPA e ASL non effettuerebbero monitoraggi sistematici su questi contaminanti durante le lavorazioni. Vengono inoltre richiamati studi del CNR, della Stazione Zoologica Anton Dohrn e del Consorzio ABBaCo che, secondo i contestatori, avrebbero documentato negli anni la presenza di tali sostanze nell’area.
Tra le contestazioni compare anche il tema della qualità dell’aria. Alcuni cittadini sostengono che già nel mese di giugno sarebbero stati superati i limiti annuali previsti per le polveri sottili nella zona di Bagnoli, attribuendo il fenomeno all’intensificazione dei lavori e chiedendo dati più dettagliati e verifiche indipendenti.
Non mancano le preoccupazioni per il vicino Parco Sommerso della Gaiola. Alcuni utenti denunciano il rischio che nuove opere infrastrutturali e uno scarico destinato a raccogliere le acque provenienti dall’area della colmata possano avere ripercussioni sulla biodiversità marina, chiedendo ulteriori monitoraggi ambientali.
Tra gli interventi più duri figura quello di Francesco Escalona, che parla apertamente di una «conversione sulla via di Damasco» da parte di Legambiente. Secondo Francesco Escalona, l’associazione avrebbe rinnegato le posizioni assunte fino a un anno fa sulle bonifiche di Bagnoli, scegliendo oggi un atteggiamento troppo accomodante nei confronti dell’amministrazione comunale. «Un’associazione ambientalista storica dovrebbe pretendere trasparenza assoluta e dati completi sulle sostanze tossiche presenti nell’area. Gli spot autopromozionali come questo sono l’ennesimo tradimento», afferma.
Tra i commenti pubblicati sulla pagina Facebook compare anche quello di Ciro Amante, che scrive: «Vergognatevi, siete diventati i portavoce del Pd. Navigate su un mare superinquinato, con dragaggi killer e parlate di ecogiustizia: siete ecokiller».
Il confronto resta aperto e continua ad animare il dibattito sul futuro di Bagnoli. Da una parte il Commissariato e Legambiente sostengono che gli interventi rappresentino un passaggio decisivo per la bonifica e la rigenerazione dell’ex area industriale. Dall’altra, i commenti pubblicati sulla pagina Facebook dell’associazione testimoniano la forte contrarietà di una parte del mondo ambientalista e dei comitati civici, che chiedono una bonifica ritenuta più incisiva, monitoraggi più approfonditi, maggiore partecipazione dei cittadini e il rispetto del progetto originario che prevedeva una grande spiaggia pubblica e un vasto parco urbano.
Ciro Crescentini
