Lo spettacolo in scena a Napoli il 16 e 17 maggio esplora le origini della vita attraverso corpo e musica
Il palcoscenico del Teatro Mercadante di Napoli si prepara ad accogliere “Full Moon”, la nuova creazione firmata da Josef Nadj, in programma sabato 16 maggio alle ore 19.00 e domenica 17 maggio alle ore 18.00. Un’opera che attraversa danza contemporanea, memoria musicale e immaginazione simbolica, trasformando il movimento in una riflessione poetica sull’origine della vita e sull’energia che anima il corpo umano.
Con “Full Moon”, Josef Nadj prosegue il percorso artistico iniziato con “Omma”, riunendo sette degli interpreti di quella esperienza creativa — Timothé Ballo, Abdel Kader Diop, Aipeur Foundou, Bi Jean Ronsard Irié, Jean-Paul Mehansio, Sombewendin Marius Sawadogo e Boukson Séré — scegliendo questa volta di condividere direttamente la scena con loro. La presenza del coreografo ungherese all’interno della performance rafforza il carattere collettivo e rituale del lavoro, costruito come un organismo vivo in continua trasformazione.
Il titolo richiama immediatamente la luna e il suo potere simbolico: un elemento legato ai cicli, alla mutazione, alla nascita e al tempo cosmico. Le quattro fasi lunari e il ritmo di ventotto giorni diventano infatti la matrice segreta della composizione coreografica, scandendo dinamiche, sospensioni e ritorni.
All’interno di questo universo visivo e corporeo si inserisce un’altra dimensione centrale: quella del jazz afroamericano. Josef Nadj attraversa le radici profonde di questa tradizione musicale — dal blues agli spiritual fino alle sperimentazioni più radicali — cercando di restituirne non solo il suono, ma soprattutto il pensiero e l’impulso fisico originario. Il coreografo conduce i danzatori dentro un linguaggio musicale inizialmente lontano dalla loro esperienza, ma intimamente connesso alla memoria africana da cui molte di quelle sonorità provengono.
La creazione diventa così un terreno di incontro tra culture, ritmi e genealogie artistiche differenti. L’intento non è illustrare la musica, ma trovare una forma di danza capace di dialogare con la libertà, l’improvvisazione e la tensione espressiva del jazz contemporaneo. In filigrana emergono riferimenti a figure fondamentali come Charles Mingus, Cecil Taylor, Anthony Braxton e l’Art Ensemble of Chicago, evocati come presenze spirituali più che semplici citazioni musicali.
Accanto ai corpi dei performer compare poi un altro elemento ricorrente nell’immaginario di Josef Nadj: la marionetta. Figura sospesa tra vita e immobilità, tra umano e artificiale, il burattino introduce nello spettacolo un contrappunto visivo e filosofico. Non rappresenta soltanto un oggetto scenico, ma il simbolo di una fragilità necessaria, dell’imperfezione che accompagna ogni atto creativo. Per Josef Nadj, il dialogo tra il corpo vivente e quello “manovrato” diventa un modo per interrogare il limite, il controllo e la possibilità stessa della trasformazione.
“Full Moon” nasce come coproduzione internazionale che coinvolge importanti istituzioni europee, tra cui Montpellier Danse, Le Trident – Scène nationale de Cherbourg, MC93 Maison de la Culture de Seine-Saint-Denis di Bobigny, Charleroi Danse, Le Tropique Atrium di Fort-de-France, Théâtre des Salins e Le Théâtre d’Arles. Il progetto è sostenuto inoltre dal Ministère de la Culture francese, dalla Région Île-de-France e da Teatroskop, iniziativa promossa dall’Institut Français insieme ai ministeri francesi della Cultura e degli Affari Esteri.
FULL MOON
Teatro Mercadante – Napoli, Piazza Municipio
Sabato 16 maggio 2026 – ore 19.00
Domenica 17 maggio 2026 – ore 18.00
Coreografia: Josef Nadj
Interpreti: Timothé Ballo, Abdel Kader Diop, Aipeur Foundou, Bi Jean Ronsard Irié, Jean-Paul Mehansio, Sombewendin Marius Sawadogo, Boukson Séré, Josef Nadj
Collaboratore artistico: Ivan Fatjo
Luci e direzione tecnica: Sylvain Blocquaux
Costumi: Paula Dartigues
Musiche: Fritz Hauser, Famoudou Don Moye, Tatsu Aoki, Malachi Favors Maghostut, Peter Vogel, Christian Wolfhart, Lucas Niggli
Produzione e distribuzione: Bureau Platô – Séverine Péan e Mathilde Blatgé
Amministrazione: Laura Petit
Esecutiva: Atelier 3+1
