Domande senza risposta sulla procedura affidata a un’agenzia privata per asili e scuole dell’infanzia: candidature chiuse e zero trasparenza
A Napoli ci sono vicende che esplodono per qualche giorno, agitano il dibattito pubblico e poi improvvisamente scompaiono nel nulla. Una di queste riguarda la selezione di 70 addetti ai servizi di supporto negli asili nido e nelle scuole dell’infanzia comunali, affidata da Napoli Servizi all’agenzia interinale Umana S.p.A.
Una procedura che fin dall’inizio ha sollevato interrogativi pesanti: perché una società interamente pubblica decide di reclutare personale attraverso un’agenzia privata? Perché non utilizzare il collocamento pubblico ai sensi della legge 56/1987? Perché non ricorrere a graduatorie già esistenti? E soprattutto: chi controlla davvero la regolarità della selezione?
Le candidature si sono chiuse il 28 aprile scorso. Da allora, però, tutto tace. Eppure le domande aperte sono enormi.
La prima è semplice: quante persone hanno presentato domanda? Parliamo di decine, centinaia o migliaia di candidati? Possibile che né Napoli Servizi né il Comune di Napoli abbiano ritenuto opportuno comunicare ufficialmente il numero delle candidature per una procedura che riguarda lavoro pubblico e un settore delicatissimo come quello dell’infanzia?
E ancora: quando inizieranno concretamente le prove selettive o i colloqui? Dove si svolgeranno? Saranno previsti criteri pubblici di valutazione? Esisterà una graduatoria trasparente e consultabile oppure tutto sarà rimesso alla discrezionalità dell’agenzia interinale?
Ad oggi, su questi aspetti, la trasparenza appare limitata. Secondo quanto previsto dall’avviso, le figure selezionate svolgeranno mansioni delicate: sorveglianza dei bambini, supporto agli insegnanti, pulizia e custodia degli ambienti, assistenza ad alunni con disabilità anche per esigenze igienico-sanitarie. Un ruolo centrale, che richiederebbe procedure chiare e verificabili in ogni fase.
Eppure il dibattito politico sembra essersi improvvisamente spento. Colpisce il silenzio del Consiglio comunale di Napoli. Dove sono le interrogazioni? Dove sono le richieste di accesso agli atti? Perché nessun consigliere, di maggioranza o opposizione, sembra voler affrontare pubblicamente la vicenda?
Ancora più sorprendente è il silenzio di molte forze politiche che da anni fanno della trasparenza amministrativa una bandiera, in primis il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Possibile che nessuno ritenga necessario chiarire perché una partecipata pubblica abbia scelto il lavoro interinale per coprire un fabbisogno stabile di 70 unità?
L’unica posizione critica netta, finora, è arrivata dall’USB, Unione Sindacale di Base che ha contestato il ricorso alla somministrazione e chiesto la sospensione della procedura per aprire un confronto sulle assunzioni stabili.
Ma allora la domanda diventa inevitabile: perché CGIL, CISL, UIL e gran parte delle sigle autonome non stanno intervenendo pubblicamente sulla vicenda? Condividono la procedura? Sono stati coinvolti? Ritengono corretto affidare il reclutamento a un’agenzia interinale oppure preferiscono non esporsi?
Nel frattempo, negli ambienti cittadini e sindacali continuano a circolare voci non verificate su possibili rapporti di prossimità tra alcuni candidati e ambienti aziendali o sindacali. Si tratta, ad oggi, esclusivamente di indiscrezioni prive di riscontri ufficiali, che proprio per questo rendono ancora più urgente un chiarimento pubblico completo e trasparente sull’intera procedura. Per fugare ogni dubbio basterebbe poco: pubblicare il numero totale delle candidature, rendere noti i criteri di selezione, chiarire la composizione e le modalità operative della commissione valutatrice e garantire la pubblicazione degli esiti con punteggi e graduatoria.
In assenza di trasparenza, infatti, il rischio è sempre lo stesso: alimentare la percezione di dinamiche opache nel reclutamento del personale nelle società partecipate pubbliche.
A questo punto, alla luce delle numerose criticità sollevate e della totale assenza di comunicazioni ufficiali sugli elementi fondamentali della procedura, appare inevitabile una domanda ulteriore.
Gli organi competenti hanno già effettuato verifiche sulla regolarità dell’intera operazione? In particolare, si sollecita un eventuale intervento — ciascuno per le rispettive competenze — del Comune di Napoli nell’ambito dei controlli sulle società partecipate, dell’ANAC per i profili di trasparenza e correttezza delle procedure di affidamento, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per gli aspetti legati alla somministrazione di lavoro, nonché della Corte dei Conti per la verifica di eventuali profili di spesa pubblica e di corretto utilizzo delle risorse.
Resta ferma, naturalmente, la possibilità per la Guardia di Finanza, quale polizia economico-finanziaria, di effettuare accertamenti nell’ambito delle proprie funzioni, qualora emergano elementi rilevanti sotto il profilo amministrativo o contabile.
In un contesto che riguarda lavoro pubblico, servizi all’infanzia e un numero significativo di candidati, la trasparenza non è un’opzione ma un obbligo. E ogni eventuale zona d’ombra merita di essere chiarita nelle sedi opportune.
Ciro Crescentini

