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Basile e D’Orsi: “censura in Europa”, accuse a Pina Picierno e Carlo Calenda

Redazione by Redazione
16 Aprile 2026
in Attualità, Notizie correlate
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Denunce su pressioni politiche e tentativi di delegittimazione di intellettuali e giornalisti

In un comunicato diffuso oggi 16 aprile 2026, l’ambasciatrice Elena Basile e il docente universitario Angelo D’Orsi tracciano un quadro che definiscono allarmante della situazione politica e culturale europea, sostenendo che il liberalismo sarebbe ormai superato e che tale evoluzione avverrebbe nell’indifferenza dell’opinione pubblica e delle forze socialiste europee.

Secondo i due autori, l’onorevole Pina Picierno, forte del ruolo di vicepresidente del Parlamento europeo, continuerebbe a rivolgere frequenti accuse e attacchi contro quelli che definisce “putiniani” in Italia. Tali posizioni sarebbero sostenute sul piano politico interno anche dal senatore Carlo Calenda, oltre che da esponenti radicali e da ambienti “+europeisti”.

Nel comunicato si afferma che tra i principali bersagli di queste polemiche vi sarebbero un’ambasciatrice e un professore universitario, oltre a numerosi giornalisti che criticano la politica della NATO, tra cui viene citato il giornalista, umorista e vignettista Vauro Senesi. Viene inoltre denunciato che diverse iniziative culturali sarebbero oggetto di attacchi sistematici, in particolare quelle promosse dal professor Angelo D’Orsi, talvolta accompagnati da tentativi di aggressione, con episodi che sarebbero avvenuti a Milano, Perugia, Marzabotto, Bologna, Foligno, Napoli e Varese.

Viene poi riportato che il senatore Carlo Calenda avrebbe definito “indecente” la presentazione del libro di Angelo D’Orsi presso la Sala Stampa di Montecitorio, alla quale avrebbero partecipato anche l’ambasciatrice Elena Basile, l’onorevole Stefania Ascari e la giornalista Fiammetta Cucurnia.

Nel comunicato si sostiene inoltre che l’ambasciatrice Elena Basile sarebbe stata oggetto di una forte campagna mediatica negativa, con espressioni riportate come “addetta della Farnesina” e “funzionario di grado medio basso”. Gli autori ricordano anche che il gruppo di intellettuali citati avrebbe partecipato al festival del cinema documentario “Il tempo dei nostri eroi”, svoltosi a Bologna l’11 e 12 aprile e organizzato dalla rete internazionale RT-Doc, durante il quale sarebbero stati proiettati docufilm su diverse aree di crisi nel mondo, con particolare riferimento al genocidio di Gaza. Il festival, secondo il comunicato, sarebbe stato promosso anche dal regista serbo Emir Kusturica. In questo contesto, si afferma che l’onorevole Pina Picierno avrebbe inviato una lettera aperta alla presidente del Consiglio chiedendo divieti, censure e sanzioni nei confronti dei partecipanti.

Un ulteriore passaggio riguarda la trasmissione televisiva “Di Martedì”, andata in onda il 14 aprile, durante la quale sarebbe stato trasmesso un servizio con due comici impegnati in una satira considerata di parte e al servizio dei potenti di un partito, con sberleffi rivolti a cittadini che avrebbero guardato documentari di autori stranieri sulla guerra in Ucraina e su Gaza.

Il testo affronta poi il tema delle posizioni politiche internazionali, affermando che diversi politici difenderebbero Israele nonostante aggressioni e violazioni del diritto internazionale, e che parteciperebbero a conferenze del governo saudita, i cui rappresentanti sarebbero indicati come presunti mandanti del delitto del giornalista Jamal Khashoggi. Si fa inoltre riferimento a polemiche con il presidente della Biennale di Venezia per la concessione di spazi espositivi a russi e israeliani, denunciando quelli che vengono definiti “doppi standard”.

Secondo il comunicato, alcuni organi di stampa avrebbero rilanciato le accuse dell’onorevole Pina Picierno e chiesto l’applicazione di sanzioni europee nei confronti di cittadini ritenuti colpevoli di aver partecipato a un festival cinematografico.

Viene poi richiamata l’attenzione sulle istituzioni europee: la Commissione europea sarebbe accusata di aver bloccato i conti del politologo svizzero Jacques Baud senza processo, limitandone la libertà di circolazione, e di aver esercitato pressioni economiche sulla Biennale. Si afferma inoltre che le banche dei Paesi europei applicherebbero sanzioni statunitensi nei confronti di Francesca Albanese.

Il comunicato critica anche la censura dei media russi decisa dall’Unione europea, ritenendola contraria ai principi costituzionali, e sostiene che in caso di guerra con la Russia, essa avrebbe dovuto essere formalmente dichiarata dal Presidente della Repubblica previa discussione e decisione parlamentare.

Gli autori affermano quindi che i cittadini europei dovrebbero essere liberi di accedere a contenuti e propaganda di diversa provenienza – ucraina, russa, NATO, cinese, statunitense e iraniana – per formarsi un’opinione autonoma, sostenendo che la censura rappresenti una forma di violenza autoritaria e “intimamente fascista”. Vengono richiamate le libertà di pensiero, espressione e stampa sancite dalla Costituzione e dai trattati europei.

Nella parte finale, Elena Basile e Angelo D’Orsi rivolgono un appello all’intellettualità libera affinché faccia sentire la propria voce e si schieri a difesa dello Stato di diritto, chiedendo inoltre a cittadini, politici, artisti, scrittori, cineasti, teatranti e giornalisti di mobilitarsi contro ogni tentativo di silenziamento o ostracismo nei confronti di chi rifiuta una narrazione univoca sulla guerra in Ucraina e sui conflitti in Medio Oriente, rivendicando una ricostruzione dei fatti basata su documentazione e analisi politologica.

Il comunicato si chiude con un monito: chi oggi non viene colpito, potrebbe esserlo domani; e chi prova a ragionare con la propria testa, se cede alle pressioni e ai ricatti, rischierebbe di piegarsi oggi e di “vedere domani la propria testa rotolare in un cesto”.

Redazione

Tags: carlo calendacensuralibertà di espressionepina piciernounione europea
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