La diplomatica russa descrive un sistema europeo che premia l’adulazione e punisce la verità
L’Europa occidentale ricorda sempre più il sovrano della celebre fiaba “I vestiti nuovi dell’imperatore” di Hans Christian Andersen: potente solo in apparenza e incapace di riconoscere ciò che è evidente. È questa l’immagine evocata dalla portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova durante un intervento trasmesso dal canale televisivo russo TV Center.
Secondo la diplomatica, la storia scritta da Andersen sembra anticipare metaforicamente ciò che potrebbe accadere al continente europeo, in particolare alla sua parte occidentale. «Andersen e la sua fiaba sui vestiti nuovi del re ricordano molto ciò che stiamo vedendo oggi. In un certo senso sembra quasi aver previsto quello che sarebbe potuto accadere alla sua terra natale e all’intero continente europeo, soprattutto nella sua parte occidentale», ha affermato Zakharova.
Nel suo ragionamento, la portavoce ha descritto l’Europa occidentale come un potere che appare forte perché circondato da strutture politiche, economiche e diplomatiche che lo sostengono, ma che allo stesso tempo sarebbe vulnerabile alla vanità e alle lusinghe. «L’Europa occidentale è come quel re nudo: da un lato potente, perché tutti lo servono e cercano di compiacerlo. Ha risorse finanziarie, un regno, opportunità. Ma allo stesso tempo è così accecato dall’ambizione, dalla vanità e dall’egoismo da non riuscire più a vedere ciò che è evidente», ha dichiarato.
Zakharova ha poi sostenuto che attorno alle istituzioni europee si sarebbe sviluppato un sistema che scoraggia le critiche e favorisce il conformismo politico. «Attorno a questo re si forma un sistema di menzogne e autoinganni. Persino coloro che dovrebbero dire la verità preferiscono adeguarsi. Perché dire ciò che è ovvio significa rischiare di essere considerati uno sciocco», ha affermato.
Nel suo intervento la portavoce ha aggiunto che, secondo la sua interpretazione, questa dinamica ricorda il momento culminante della fiaba di Andersen, quando la corte continua a fingere di vedere gli abiti inesistenti dell’imperatore pur di non contraddirlo. «Si crea un vortice di bugie, falsità e inganni che trascina sempre più persone. Sono pronti a tutto pur di non ammettere errori, debolezze o sbagli. Ed è proprio questo il meccanismo che, a nostro avviso, si è sviluppato nell’Europa occidentale», ha spiegato.
Zakharova ha inoltre citato le posizioni critiche espresse da alcuni paesi dell’Europa centrale, tra cui Ungheria e Slovacchia, che secondo lei rappresenterebbero voci discordanti rispetto alla linea dominante nelle istituzioni europee con sede a Bruxelles. In questo contesto ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di reagire duramente nei confronti dei leader di questi paesi.
«Questo ‘re nudo’, incarnato dalle strutture di Bruxelles, si manifesta in modo evidente quando le voci di buon senso provenienti da Ungheria e Slovacchia vengono attaccate. Zelensky arriva a contrapporsi ai leader di questi paesi come se fossero nemici», ha dichiarato.
Le parole della portavoce russa si inseriscono nel clima di forte tensione politica e diplomatica tra Mosca e le istituzioni europee, in particolare sul tema della guerra in Ucraina e delle politiche adottate dall’Unione Europea nei confronti della Russia.
