Artisti, intellettuali e attivisti si incontrano a Napoli per chiedere la fine dell’embargo che da oltre sessant’anni colpisce Cuba e per rilanciare una mobilitazione internazionale contro le sanzioni
Un embargo che dura da oltre sessant’anni, condannato quasi ogni anno dalla comunità internazionale ma ancora in vigore. È questo il tema al centro di “Disarma per Cuba Libre!”, l’incontro pubblico che si terrà a Napoli venerdì 13 marzo, dalle 16.30 alle 19.30, nello storico Palazzo Serra di Cassano, sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
L’iniziativa nasce per denunciare quello che i promotori definiscono il blocco economico e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba, una misura che dal 1962 pesa sull’economia dell’isola e sulla vita quotidiana dei suoi cittadini. Medicinali difficili da reperire, scambi commerciali limitati, ostacoli alle transazioni finanziarie: sono alcune delle conseguenze che, secondo molti osservatori, continuano a colpire la popolazione cubana.
Nonostante le ripetute condanne dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che da decenni vota a larghissima maggioranza contro l’embargo, le sanzioni restano uno degli strumenti principali della pressione politica statunitense sull’isola caraibica. Per molti movimenti internazionali di solidarietà si tratta di una forma di aggressione economica e politica che mira a isolare il paese e a condizionarne il percorso politico.

L’incontro napoletano vuole proprio rompere questo silenzio mediatico e riportare al centro del dibattito pubblico la questione cubana.
Ad aprire l’iniziativa sarà Sandro Fucito, dell’Associazione Disarma Napoli.
Tra gli interventi attesi figurano personalità del mondo politico e culturale come Pino Arlacchi, già vicesegretario dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, la scrittrice Ginevra Bompiani, l’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris e il coordinatore nazionale dell’Associazione Disarma Claudio Grassi.
Spazio anche al mondo dell’arte e della cultura con lo street artist Jorit Agoch, l’attore e intellettuale Moni Ovadia e la presidente della Fondazione dedicata al grande giornalista Gianni Minà, Loredana Macchietti. Interverranno inoltre la sociologa cubana Indira Pineda e Linda Santilli dell’Associazione Disarma.

Il messaggio dell’iniziativa è chiaro: chiedere la fine dell’embargo, difendere il diritto all’autodeterminazione dei popoli e rilanciare una cultura di pace e cooperazione internazionale.
In un momento storico segnato da guerre e tensioni globali, l’appuntamento napoletano vuole ricordare che la solidarietà internazionale e il disarmo restano strumenti fondamentali per costruire un futuro diverso.
Ciro Crescentini
