Dal prefetto al sindaco Manfredi, l’accordo apre le porte all’ingresso nelle cooperative comunali, tra cui la storica 25 Giugno
Si chiude con un accordo atteso da mesi la vicenda dei disoccupati e inoccupati di lunga durata di Napoli, compresi coloro che erano rimasti esclusi dal click day dello scorso luglio a causa dei noti problemi di accesso alla piattaforma. L’intesa è stata definita in Prefettura e mette in moto un piano di inserimento lavorativo articolato e finanziato con risorse del Ministero del Lavoro, della Città Metropolitana e del Comune di Napoli.
Il piano: 1.250 inserimenti e 12 milioni di euro
La prima tranche di finanziamento, pari a 8 milioni di euro, coprirà l’avvio dei primi 800 idonei, già in graduatoria. “Una seconda graduatoria — ha spiegato il sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon — sarà pubblicata giovedì e comprenderà un altro blocco di richiedenti. Di questi, però, solo 400-450 saranno inseriti, poiché non tutti hanno completato la formazione obbligatoria richiesta per partecipare al progetto”
In totale, saranno dunque circa 1.250 le persone che nei prossimi mesi inizieranno il percorso, articolato in tre scaglioni: 40-45 già prima di Natale, un secondo gruppo a gennaio, l’ultimo tra febbraio e marzo.
Il Prefetto Michele di Bari ha definito l’investimento — complessivamente tra 12 e 13 milioni di euro — una “risposta sociale poderosa”, capace di incidere sia sulle condizioni dei lavoratori sia sul decoro della città.
Il progetto durerà un anno e prevede una indennità di circa 600 euro mensili, senza contributi previdenziali. Durigon ha sottolineato la necessità che il programma non resti un episodio isolato: «Deve avere uno sviluppo e incentivi futuri, per trasformare l’esperienza in un vero percorso di lavoro».
Soddisfatto anche il portavoce dei movimenti storici dei disoccupati napoletani, Eddy Sorge, che ha parlato di “vittoria della lotta”, annunciando un monitoraggio costante del cronoprogramma.
Manfredi: «Passaggio nelle cooperative comunali». Il ruolo della 25 Giugno
Il sindaco Gaetano Manfredi ha delineato chiaramente il futuro dei partecipanti: «La nostra intenzione è far transitare progressivamente queste persone nelle cooperative che operano per il Comune e per la Città Metropolitana e che si occupano di verde pubblico e manutenzione».
Tra queste realtà spicca la Cooperativa 25 Giugno, una delle più significative del panorama cittadino. Nata negli anni ’80 per offrire un reinserimento lavorativo a persone in condizioni di fragilità — in particolare ex detenuti — nel tempo è diventata un pilastro delle attività di decoro urbano, manutenzione di aree verdi, supporto alle scuole e gestione di spazi pubblici. Oggi continua a svolgere servizi fondamentali per la città e, secondo il sindaco, potrà accogliere parte dei nuovi inserimenti, anche perché molte cooperative stanno vivendo un fisiologico calo della forza lavoro dovuto ai pensionamenti.
Manfredi ha ricordato che, nonostante l’immissione di nuova forza lavoro tramite il progetto, la pianta organica del Comune è ancora al 50% delle necessità: «I vincoli del pre-dissesto limitano la capacità assunzionale, ma stiamo lavorando per migliorare la situazione economica e ampliare gli spazi di assunzione».
La firma dell’accordo ha acceso la festa in piazza del Plebiscito, tra cori e fuochi d’artificio. Dopo anni di mobilitazioni, le storiche liste dei disoccupati vedono finalmente partire un percorso concreto, con una prospettiva reale di stabilizzazione futura dentro il circuito delle cooperative comunali.
Un risultato che le istituzioni definiscono «frutto del confronto continuo» e che i comitati di lotta dei disoccupati considerano «un primo passo verso un lavoro vero».
Napoli, intanto, si prepara ad accogliere centinaia di nuovi operatori che, nelle parole del Prefetto, potranno «migliorare dignità, pulizia e vivibilità della città».
CiCre
📘 Scheda Storica – Cooperativa 25 Giugno (Napoli)
1. Origini e contesto di nascita (anni ’80)
- La Cooperativa 25 Giugno nasce a Napoli nella seconda metà degli anni ’80.
- Viene costituita nell’ambito delle politiche nazionali destinate al reinserimento lavorativo di persone in condizioni di svantaggio, in particolare:
- ex detenuti,
- soggetti a rischio di marginalità sociale,
- disoccupati privi di qualifiche.
- La nascita della cooperativa rientra nel filone dei cosiddetti “lavori socialmente utili” (LSU), strumenti statali creati per dare occupazione e per sostenere operazioni di decoro urbano, manutenzione e cura del patrimonio pubblico.
2. Fusione delle cooperative originarie
- La 25 Giugno deriva dalla fusione di più cooperative storiche, nate ciascuna per attività specifiche ma tutte operanti in convenzione con il Comune di Napoli.
- La fusione avviene per:
- razionalizzare costi e funzioni,
- consolidare la gestione dei servizi,
- mantenere stabilità lavorativa per centinaia di addetti.
3. Missione sociale
La cooperativa nasce con una missione chiarissima, che nel tempo resta immutata:
**✔ reinserimento lavorativo
✔ accompagnamento sociale
✔ formazione sul lavoro
✔ servizi utili alla città**
Il modello della 25 Giugno rappresenta per anni un esperimento nazionale di welfare urbano attivo: lavoro reale, retribuito, a supporto diretto delle funzioni comunali.
4. Attività principali storicamente svolte
Nel corso della sua storia la cooperativa si è occupata di:
Decoro e manutenzione città
- pulizia strade, piazze e monumenti;
- eliminazione rifiuti abbandonati e sterpaglie;
- cura dell’arredo urbano.
Aree verdi e parchi
- manutenzione aiuole e giardini;
- supporto nei parchi pubblici comunali;
- interventi su aree periferiche degradate.
Patrimonio scolastico
- pulizia straordinaria scuole,
- manutenzione leggera,
- supporto logistico.
Arenili e zone costiere
- ripristino delle spiagge non affidate a privati;
- bonifiche periodiche.
Supporto a eventi e interventi speciali
- operazioni di emergenza,
- pulizia post-manifestazioni,
- attività di prevenzione degrado.
In molte aree di Napoli, soprattutto periferiche, gli interventi della 25 Giugno hanno rappresentato l’unica forma costante di manutenzione in periodi in cui il Comune non disponeva di personale o fondi sufficienti.
5. Rapporti con il Comune di Napoli
La cooperativa opera esclusivamente in virtù di convenzioni pubbliche.
Nel tempo:
- è diventata una delle colonne portanti per la gestione ordinaria del decoro cittadino;
- ha fornito continuità laddove il Comune aveva gravi carenze di organico;
- ha rappresentato un presidio sociale in zone difficili.
In alcune fasi storiche ha impiegato centinaia di lavoratori contemporaneamente.
6. Criticità affrontate negli anni
Il percorso della 25 Giugno è stato anche segnato da momenti complessi:
- ritardi di stipendi legati ai rallentamenti nei trasferimenti statali,
- dipendenza quasi totale dai fondi del Ministero/Comune,
- difficoltà nell’adeguare organici e retribuzioni ai nuovi vincoli di bilancio,
- episodi di protesta dei lavoratori,
- vincoli normativi che impediscono alla cooperativa di operare fuori dalle convenzioni.
Nonostante ciò, la cooperativa ha continuato a funzionare come uno dei principali strumenti di welfare operativo del territorio.
7. Situazione attuale e ruolo nel nuovo scenario
Negli ultimi anni, con i pensionamenti e il naturale ricambio generazionale, il sindaco di Napoli ha indicato chiaramente un possibile rafforzamento delle cooperative comunali — tra cui la 25 Giugno — attraverso l’inserimento dei nuovi tirocinanti e disoccupati di lunga durata selezionati tramite il nuovo progetto ministeriale.
Questo passaggio potrebbe:
- ringiovanire la forza lavoro,
- garantire continuità ai servizi essenziali,
- preservare la dimensione numerica e l’efficienza delle cooperative storiche.
La 25 Giugno resta una delle strutture più significative dell’intero sistema.
8. Significato storico e sociale
La cooperativa rappresenta:
✔ un esperimento pionieristico di inclusione sociale
✔ un presidio territoriale per il decoro urbano
✔ una forma concreta di welfare attivo
✔ un punto di collegamento tra politiche del lavoro e politiche comunali
Per oltre trent’anni, ha svolto un ruolo fondamentale e spesso poco visibile, ma essenziale per la funzionalità quotidiana della città.
