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È morto Beppe Vessicchio: se ne va la bacchetta più amata di Sanremo

Redazione by Redazione
8 Novembre 2025
in Arte e Cultura, Musica e Spettacoli, Notizie correlate
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Il direttore d’orchestra napoletano aveva 69 anni. La sua eleganza e il suo sorriso hanno fatto scuola nel panorama della musica leggera italiana

Se n’è andato con la discrezione che lo ha sempre contraddistinto, quasi in punta di piedi, Beppe Vessicchio. Il celebre direttore d’orchestra è morto all’età di 69 anni all’ospedale San Camillo di Roma, a causa delle complicazioni di una polmonite interstiziale. Con lui scompare una delle figure più amate e riconoscibili della musica italiana, simbolo per generazioni di spettatori e appassionati.

La “bacchetta” di Sanremo

Nato a Napoli il 17 marzo 1956, Giuseppe “Beppe” Vessicchio è stato molto più che un semplice direttore d’orchestra. È stato il volto – e la bacchetta – di un’epoca musicale. Al Festival di Sanremo ha diretto per oltre trent’anni, contribuendo al successo di artisti che hanno fatto la storia della canzone italiana: da Gino Paoli a Ron, da Giorgia a Roberto Vecchioni, con cui vinse nel 2011 con Chiamami ancora amore.

Il suo nome era diventato sinonimo di garanzia artistica, tanto che l’hashtag #uscitevessicchio divenne virale quando, in alcune edizioni, la sua assenza dall’Ariston fece sentire il pubblico “orfano” della sua presenza rassicurante.

L’amore del pubblico e la leggerezza di un sorriso

La sua forza stava in un equilibrio raro: rigore e calore. Con quella barba inconfondibile e il sorriso ironico, Vessicchio riusciva a unire competenza e simpatia, parlando di musica con linguaggio semplice e appassionato. Non un divo, ma un Maestro popolare nel senso più nobile del termine.

Luciana Littizzetto, con cui aveva condiviso momenti iconici sul palco di Sanremo, lo ricordava spesso con affetto: «Era la mia spalla, il mio complice, il mio Babbo Natale sul palco».

Un uomo di cultura e di battaglie

Oltre alla carriera televisiva, Vessicchio è stato un autore colto e curioso. Negli ultimi anni aveva pubblicato il libro Bravo, bravissimo! Mozart e la musica raccontata ai ragazzi, un progetto pensato per avvicinare i giovani al linguaggio orchestrale.

Non temeva di esporsi per i diritti dei musicisti: nel 2023 aveva vinto una lunga battaglia legale contro la Rai, ottenendo il riconoscimento dei diritti sulle musiche scritte per La prova del cuoco. Una vittoria simbolica per tutto il settore.

Gli ultimi progetti e l’addio improvviso

Fino a pochi giorni fa stava lavorando a un nuovo tour con Ron, dal titolo Ecco che incontro l’anima, di cui aveva curato gli arrangiamenti orchestrali. Anche dal letto d’ospedale continuava a occuparsi delle partiture, segno di una dedizione che non lo ha mai abbandonato.

«Parlavamo di musica ogni giorno – ha raccontato Ron – lo faceva con la stessa passione di sempre, con quella luce negli occhi che non si spegneva mai».

Il ricordo di un’Italia che si emoziona ancora

La notizia della sua scomparsa ha scosso il mondo della musica e dello spettacolo: da Amadeus a Fiorello, da Claudio Baglioni a Gianni Morandi, sono in tanti a ricordarlo come «il Maestro di tutti». Ma più di ogni altro, a salutarlo è il suo pubblico, quello che lo ha accolto ogni volta con un’ovazione, come fosse parte della famiglia.

Un’eredità di armonia

Vessicchio lascia in eredità la sua idea più bella di musica: quella che unisce, che educa all’ascolto, che emoziona senza bisogno di clamore. Una musica che vive del gesto di una mano, di uno sguardo, di un silenzio carico di attesa prima della prima nota.

La famiglia ha chiesto riservatezza: i funerali si terranno in forma privata. Ma l’Italia, da oggi, suona più piano.

Alma

Tags: addioculturadirettore d’orchestra Sanremoeppe Vessicchiomaestro d’orchestraMozartmusica italianaRaiRonspettacolivecchioni
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