Le qualifiche promesse non hanno alcun valore legale: la consulenza nutrizionale è riservata a biologi e medici
Corsi a pagamento che promettono “diplomi nazionali” in nutrizione sportiva e il rilascio di un presunto “tesserino da tecnico sportivo”: è questa la nuova truffa smascherata dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi (FNOB), che lancia l’allarme contro pubblicità ingannevoli rivolte a chi desidera lavorare nel settore della nutrizione applicata allo sport.
A intervenire è il presidente della FNOB, Vincenzo D’Anna, che chiarisce con fermezza: “Il diploma promesso da questi corsi non ha alcun valore legale. Solo i professionisti abilitati per legge – medici e biologi iscritti ai rispettivi albi – possono esercitare attività in ambito nutrizionale, inclusa la nutrizione sportiva”.
Secondo la FNOB, queste iniziative commerciali sfruttano impropriamente riferimenti normativi per attrarre utenti ignari, promettendo qualifiche che non hanno alcun riconoscimento ufficiale. In particolare, viene fatto riferimento al Decreto Legislativo 36/2021, ovvero la cosiddetta “Riforma dello Sport”, che però non istituisce alcuna figura professionale o abilitazione specifica nel campo della nutrizione.
Nutrizione: una materia sanitaria regolamentata
La posizione della FNOB è netta: la nutrizione è una disciplina sanitaria a tutti gli effetti, e come tale può essere esercitata esclusivamente da soggetti con formazione universitaria specifica e iscrizione agli ordini professionali competenti. Qualsiasi attività di consulenza nutrizionale – anche nel contesto sportivo – è riservata dalla legge a medici e biologi, in base a normative consolidate come la Legge 396/1967, il D.P.R. 328/2001 e il D.Lgs. 502/1992.
L’Ordine dei Biologi sottolinea inoltre che l’utilizzo strumentale della normativa a fini pubblicitari costituisce una violazione della trasparenza e un rischio per la salute pubblica, in quanto porta alla diffusione di informazioni fuorvianti e all’esercizio abusivo di professioni sanitarie.
Esposti alle autorità competenti
La FNOB ha annunciato di aver già predisposto esposti formali agli enti di controllo e alle autorità di vigilanza, per contrastare la diffusione di questi corsi e tutelare i professionisti abilitati, nonché gli atleti e i cittadini che si rivolgono a figure qualificate per ricevere indicazioni in materia alimentare.
“Vogliamo difendere la serietà della professione e proteggere i consumatori da offerte illusorie. Chi partecipa a questi corsi non acquisisce alcun titolo abilitante e rischia di essere indotto in errore su competenze che, invece, richiedono un percorso formativo rigoroso e riconosciuto dallo Stato”, conclude D’Anna.
Red
