Il ministro ha anche ricordato che l’area è segnata da errori urbanistici storici: “Persino lo Stato, decenni fa, ha costruito edilizia popolare in quella zona, oggi a rischio. Il bradisismo è un fenomeno che non possiamo fermare, e nemmeno possiamo pensare di allontanare chi lì ha costruito la propria vita. I sindaci chiedono di imparare a convivere con questo rischio, e noi li supportiamo”
Il ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, è intervenuto sull’attuale situazione dei Campi Flegrei dopo la scossa sismica registrata ieri, sottolineando che non ha mai proposto lo sgombero generalizzato della popolazione residente nell’area.
“Non ho mai suggerito lo spostamento di centinaia di migliaia di persone dalla zona flegrea – ha chiarito Musumeci ai microfoni di SkyTg24 –. Un’azione del genere, che implicherebbe il trasferimento di mezzo milione di cittadini, sarebbe al momento una misura sproporzionata e non giustificata. Tuttavia, alcune zone specifiche all’interno della caldera vulcanica mostrano segnali di particolare vulnerabilità. In questi casi, un allontanamento mirato potrebbe essere ragionevole”.
Il titolare del dicastero ha poi precisato che un eventuale stato di emergenza può essere dichiarato solo su richiesta del presidente della Regione, dopo aver consultato gli enti locali. “Al momento non è pervenuta alcuna domanda formale, neanche dopo gli eventi sismici delle ultime ore. Se tale richiesta dovesse arrivare, si potrebbero velocizzare molte procedure, ma senza iniziativa dal territorio, i tecnici non possono muoversi autonomamente”, ha spiegato.
Musumeci ha anche ricordato che l’area dei Campi Flegrei è segnata da errori urbanistici storici: “Persino lo Stato, decenni fa, ha costruito edilizia popolare in quella zona, oggi a rischio. Il bradisismo è un fenomeno che non possiamo fermare, e nemmeno possiamo pensare di allontanare chi lì ha costruito la propria vita. I sindaci chiedono di imparare a convivere con questo rischio, e noi li supportiamo”.
Il ministro ha poi aggiunto che parlare genericamente di “messa in sicurezza del territorio” è illusorio: “Un territorio completamente sicuro non esiste. Il nostro piano da mezzo miliardo di euro punta a ridurre il rischio per edifici pubblici e privati, ma la natura resta imprevedibile. Il pericolo maggiore è l’assuefazione: quando si considera la normalità come scontata, si abbassa la guardia”.
Musumeci ha rivolto un appello diretto alla cittadinanza: “Chi vive in quell’area deve diventare il primo agente della Protezione Civile. La sicurezza non può essere solo pretesa: va anche costruita attraverso comportamenti consapevoli. Occorre una vigilanza collettiva, soprattutto durante l’estate, quando molte attività si svolgono a ridosso delle scogliere e in aree vulnerabili”.
Infine, parlando delle ultime conseguenze del sisma, ha ricordato il distacco di una porzione del costone dell’isolotto di Punta Pennata, precisando che quell’evento non risulta tra le criticità segnalate ufficialmente né dalla Regione Campania né dal Comune di Bacoli.
“In ogni caso – ha concluso – il governo ha già stanziato oltre 10 milioni di euro per il consolidamento del costone di Cento Camerelle. La struttura commissariale è al lavoro per aggiornare il progetto, fornito dal Comune nel 2022, e avviare i lavori quanto prima. È importante distinguere tra gli interventi per mantenere operative le infrastrutture e quelli contro il dissesto idrogeologico, che restano competenza del presidente della Regione come commissario straordinario”.
Nino Stella
