migliaia di persone si sono riunite nella basilica di Sant’Antonio da Padova per dare l’ultimo saluto alla giovane vittima di un femminicidio che ha sconvolto l’intero Paese
Una comunità in silenzio, ferita e incredula, si è stretta attorno alla famiglia di Martina Carbonaro, la ragazza di appena 14 anni uccisa brutalmente dal suo ex fidanzato di 19 anni. Oggi ad Afragola, alle porte di Napoli, è stato il giorno del dolore e del lutto: migliaia di persone si sono riunite nella basilica di Sant’Antonio da Padova per dare l’ultimo saluto alla giovane vittima di un femminicidio che ha sconvolto l’intero Paese.
Un lungo applauso ha accompagnato l’arrivo del feretro bianco davanti alla chiesa. Qualcuno ha gridato “giustizia”, qualcun altro, tra le lacrime, ha urlato: “Martina sei la figlia di tutti noi”. Volti rigati dal pianto, sguardi persi nello sgomento. In prima fila, i genitori di Martina, Enza e Marcello, con le mani poggiate sul carro funebre, quasi a voler trattenere la figlia per un ultimo istante.
A scuotere ancora di più i presenti sono state le parole dell’arcivescovo di Napoli, don Mimmo Battaglia, che ha scelto di non nascondere l’indignazione dietro frasi di circostanza: “Oggi dobbiamo assumerci tutti una responsabilità collettiva. L’amore non è possesso, non è controllo, non è dipendenza. L’amore vero rende liberi. Se per amore arrivi a fare del male, allora non è amore: è violenza. È femminicidio. Chiamiamolo col suo nome”.
Un’omelia intensa, carica di dolore ma anche di denuncia, che si è fatta grido e lacrime: “Basta violenza, basta giustificazioni, basta parole deboli”, ha ripetuto più volte l’arcivescovo, commosso fino alle lacrime. “Martina è morta per mano di un ragazzo che non ha saputo accettare un no, un limite, la libertà di lei. Una libertà che gli toglieva il controllo. E questo – ha detto – è l’effetto di un’idea malata e ancora troppo tollerata dell’amore”.
Alla cerimonia erano presenti autorità civili e religiose. Tra loro il sindaco di Afragola, Antonio Pannone, la sottosegretaria Pina Castiello, la presidente della Corte d’Appello di Napoli, Maria Rosaria Covelli, e il prefetto Michele di Bari, che ha parlato di “un vuoto educativo che sta mettendo in pericolo un’intera generazione”. Anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha voluto far sentire la propria vicinanza inviando fiori alla famiglia.
All’uscita dalla chiesa, decine di palloncini bianchi sono stati lanciati verso il cielo. A seguirli con lo sguardo, una folla composta soprattutto da adolescenti, molti dei quali indossavano una maglietta con il volto sorridente di Martina e la scritta “Ciao Martina”.
Un addio straziante. Un monito che non può essere ignorato.
Alma
