Dal 13 al 18 maggio a Napoli, il capolavoro di Tennessee Williams in una nuova traduzione e regia: un grido crudo e necessario contro le ipocrisie sociali
Una famiglia sul ciglio del crollo, un’eredità contesa, un amore in frantumi, una verità impronunciabile. La gatta sul tetto che scotta, capolavoro di Tennessee Williams, torna in scena al Teatro Mercadante di Napoli dal 13 al 18 maggio, in una nuova traduzione di Monica Capuani e per la regia di Leonardo Lidi. Lo spettacolo è una produzione congiunta del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale e del Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale.
Valentina Picello (Maggie), Fausto Cabra (Brick), Nicola Pannelli (Big Daddy), Orietta Notari (Big Mama) e un cast di attori affermati danno corpo e voce alla celebre famiglia Pollitt, immersa nella calura soffocante del Sud degli Stati Uniti e in una tensione familiare ancora più asfissiante. In casa, si festeggia il compleanno del patriarca morente, inconsapevole della propria malattia, mentre i figli e le rispettive mogli tramano per assicurarsi il futuro. Al centro della scena, il conflitto lacerante tra Brick e Margaret, un matrimonio senza amore né desiderio, consumato nel silenzio e nell’alcolismo.
La regia di Leonardo Lidi, tra i nomi più interessanti del teatro contemporaneo italiano, riporta in primo piano il volto più crudele e ferito del testo. «Williams – spiega il regista – riscrisse questa pièce in una versione più cruda e senza censure, per opporsi al tradimento hollywoodiano che ne aveva annacquato la potenza. E io ho voluto partire proprio da lì: dalla sua rabbia». Lidi, che arriva a Williams dopo il completamento del suo progetto triennale dedicato a Čechov, intreccia le poetiche dei due autori, riflettendo sulle famiglie come specchi deformanti della società.
Lidi non è nuovo a queste riscritture radicali: dalla sua versione circense dello Zoo di vetro fino al trittico čechoviano firmato tra il 2022 e il 2024, ha sempre fatto dialogare la grande drammaturgia con un presente ferito. Ne La gatta, la tensione tra identità sessuale, finzione borghese e ruoli di genere emerge senza compromessi. Maggie, la “gatta”, è una donna che lotta con le unghie per sopravvivere a un mondo che non lascia spazio a chi non si conforma: «deve fingersi madre per essere considerata donna», sottolinea il regista, «in un sistema che riduce la femminilità alla capacità di generare».
Con scene e luci di Nicolas Bovey, costumi di Aurora Damanti e il suono curato da Claudio Tortorici, lo spettacolo si presenta come un affresco vivido e doloroso, in equilibrio tra simbolismo e realismo, tensione emotiva e denuncia sociale.
Nel cast anche Giuliana Vigogna (Mae), Giordano Agrusta (Gooper), Riccardo Micheletti (Skipper), Greta Petronillo (la bambina) e Nicolò Tomassini (il reverendo). La gatta sul tetto che scotta sarà in scena al Mercadante fino al 18 maggio: un appuntamento imperdibile per chi vuole rileggere i grandi classici con occhi contemporanei e riflettere – tra amarezza e commozione – su cosa resta della famiglia e dell’identità nel nostro tempo.
Alma

