Sotto il tappeto nessun potenziamento dei controlli. Sullo sfondo, l’alleanza tra governo e sindacati “amici”
Alla vigilia del Primo Maggio, Giorgia Meloni sceglie ancora una volta la via del video registrato per celebrare la Festa dei Lavoratori. In sottofondo, l’annuncio di uno stanziamento record: oltre 1,2 miliardi di euro per la sicurezza sul lavoro, tra fondi Inail già disponibili e nuove risorse appena reperite. Ma dietro i numeri roboanti, manca ciò che molti considerano la vera urgenza: nessun intervento per rafforzare i controlli nei cantieri, nelle fabbriche e nei campi dove si continua a morire di lavoro.
Nel video, la premier parla di “nuove misure concrete”, formazione, cultura della prevenzione, premi e penalizzazioni per le imprese. Ma resta completamente assente qualsiasi riferimento al potenziamento dell’Ispettorato del lavoro, all’aumento degli organici, o a un piano di controlli capillari da parte di ASL, Carabinieri e Guardia di Finanza.
Fratoianni: “È propaganda. Nessun controllo sul campo”
Non si fa attendere la reazione dell’opposizione. Il leader di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, accusa il governo di presentare un “Paese immaginario, dove tutto funziona”. “Meloni – attacca – lancia il solito spot, evitando il confronto con la stampa e ignorando completamente la realtà: nessun piano per i controlli, nessuna assunzione di ispettori, solo promesse”.“Chi lavora continua a morire ogni settimana. Ma il governo non tocca l’Ispettorato, non mobilita le ASL, non rafforza la vigilanza. L’unica cosa utile sarebbe stato il licenziamento della ministra del Lavoro, invece abbiamo un altro annuncio senza sostanza” – aggiunge.
L’asse con la Cisl e i sindacati “collaborativi”
Secondo indiscrezioni raccolte da ambienti parlamentari, la strategia annunciata da Meloni sarebbe stata concordata in anticipo con la Cisl e alcuni sindacati autonomi vicini al governo, in vista del confronto previsto per l’8 maggio a Palazzo Chigi. A confermare il clima di collaborazione è stata la stessa segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, che ha parlato di “un passo importante”.“Sulla data dell’8 maggio per il confronto, abbiamo letto le agenzie, è apprezzabile la convocazione. Credo sia importante che la Premier Meloni punti a un’alleanza con le forze sociali e le imprese”, ha dichiarato Fumarola a margine dell’evento per i 75 anni del sindacato.
Una posizione che lascia trasparire una convergenza di fondo tra governo e Cisl sulla strategia comunicativa e sulle priorità. “Pensiamo che si possano trovare soluzioni solo se si rema tutti dalla stessa parte. Aspettiamo di conoscere le proposte del governo per fare le nostre controproposte o valorizzare quelle positive, come è nello stile della Cisl”, ha aggiunto.
Il nodo irrisolto: chi controlla davvero?
Nel frattempo, il punto centrale resta scoperto: senza controlli veri, senza ispettori, senza sanzioni, la formazione da sola non basta. E i numeri lo dimostrano: nel 2023, le morti sul lavoro hanno superato quota 1.000.
Mentre Meloni celebra il lavoro con un video e un annuncio, nei luoghi dove il lavoro si fa – e spesso si rischia – non cambia nulla. Nessun ispettore in più, nessun piano straordinario, nessuna svolta. Anche questo Primo Maggio, per molti lavoratori, resta una ricorrenza vuota. E tanti continuano a morire nei cantieri e nelle fabbriche.
Alma

