Torna al centro del dibattito il diritto del lavoro, una sfida culturale al modello neoliberale che ha dominato gli ultimi vent’anni
Una tornata referendaria sul lavoro e sulla cittadinanza, seguita da sei elezioni regionali in autunno. Per le opposizioni, si apre una stagione politica che somiglia più a una lunga verifica che a una semplice sequenza di voti. L’8 e 9 giugno saranno i cittadini a pronunciarsi su cinque quesiti che toccano il cuore della vita sociale del Paese: il lavoro, la sicurezza, il diritto alla cittadinanza. Temi che, nel vuoto di progettualità del governo, sono tornati centrali grazie all’iniziativa della Cgil e di un ampio fronte di movimenti e forze politiche.
I cinque referendum: abolizione del Jobs Act e cittadinanza più accessibile
I referendum propongono l’abolizione delle norme più controverse del Jobs Act, la reintroduzione dell’articolo 18, il rafforzamento della tutela contro i licenziamenti illegittimi e la cancellazione delle forme di lavoro più precario. Il quinto quesito, promosso da un comitato civico insieme a Più Europa, punta invece ad ampliare le modalità di acquisizione della cittadinanza per chi nasce o cresce in Italia da genitori stranieri.
Un’iniziativa che restituisce centralità al lavoro e ai diritti civili, in un’Italia sempre più segnata da diseguaglianze e marginalità.
Schlein (Pd): “Noi per cinque Sì. Questo governo precarizza il lavoro”
Il Partito Democratico ha ufficialmente preso posizione a favore dei cinque referendum. Lo ha ricordato con chiarezza la segretaria Elly Schlein, intervenendo alla trasmissione In Altre Parole su La7:
“La posizione assunta dal partito all’unanimità è l’adesione ai cinque referendum. Per fortuna siamo un partito che discute, diffido dei partiti del capo. Io rivendico il fatto di guidare una comunità democratica per davvero: si discute, emergono idee diverse, poi viene il momento di decidere e andare avanti”
Parole che sottolineano anche un diverso modo di intendere la leadership e la partecipazione politica, in aperta critica al modello verticista della destra al governo.
E ancora, Schlein ha aggiunto: “Colgo l’occasione per invitare tutti ad andare a votare l’8 e 9 giugno per il diritto alla cittadinanza e al lavoro. Il governo non solo si disinteressa, ma sta rendendo più precario il lavoro”
Fronte largo, ma non compatto: le posizioni dei partiti
Pd e Alleanza Verdi-Sinistra sostengono tutti e cinque i referendum. Il Movimento 5 Stelle si schiera per quattro sì, lasciando libertà di coscienza su quello riguardante la cittadinanza. Più cauto il fronte centrista: Azione e Italia Viva dicono sì solo alla cittadinanza, e no a tutti gli altri quesiti.
Una convergenza imperfetta, ma significativa, soprattutto se si considera il silenzio assordante del governo e della maggioranza. Il timore diffuso tra le opposizioni è che l’astensionismo faccia fallire il raggiungimento del quorum del 50%. Per questo la sfida è culturale prima che politica: riportare le persone al voto, farle sentire coinvolte.
Le regionali d’autunno: un test in vista del 2027
Qualche mese dopo, in autunno, si voterà per rinnovare i consigli regionali di Marche, Veneto, Campania, Puglia, Toscana e Valle d’Aosta. Le prime due governate dal centrodestra, le altre dal centrosinistra. Per il presidente Pd Stefano Bonaccini, sarà “il test prima delle politiche”. E non ha torto: se le opposizioni sapranno mostrarsi credibili e compatte, potrebbero iniziare a costruire un’alternativa reale al governo Meloni.
Lavoro, cittadinanza, partecipazione: la sfida che va oltre le urne
La posta in gioco, però, è molto più alta di una semplice vittoria elettorale. Il rilancio del conflitto sociale, la ricomposizione tra rappresentanza politica e domande dal basso, passano anche da qui. I referendum della CGIL, che riportano al centro il diritto del lavoro, segnano una sfida culturale al modello neoliberale che ha dominato gli ultimi vent’anni.
In un Paese in cui il precariato è diventato sistema, e dove il governo si limita a incentivi spot e tagli ai diritti, l’8 e 9 giugno potrebbe essere il primo giorno di una nuova stagione. A patto che ci si creda, e si vada a votare.
CiCre

