Il leader Maurizio Landini: “una vittoria nei referendum significa miglioramenti reali per milioni di persone”
In un contesto di crescente crisi democratica, con una parte significativa della popolazione che non partecipa più al voto e un crescente senso di disconnessione dalle istituzioni, Maurizio Landini, leader della Cgil, ha messo in luce l’importanza dei referendum come strumento essenziale per una democrazia attiva e partecipata. Durante un’assemblea organizzata oggi a Napoli, per il lancio della campagna a favore del voto ai quesiti referendari, Landini ha spiegato che il referendum è un’opportunità per ogni singolo cittadino di essere protagonista del cambiamento. A differenza delle elezioni politiche o amministrative, che delegano a rappresentanti la decisione politica, il referendum consente alle persone di esprimersi direttamente su temi cruciali per il loro futuro, in modo concreto e immediato.
Secondo Landini, una vittoria nei referendum non sarebbe un semplice gesto simbolico, ma comporterebbe cambiamenti reali nella vita di milioni di persone. “Una vittoria nei referendum significa miglioramenti reali per milioni di persone, ha affermato. Inoltre, ha sottolineato che i referendum riguardano anche temi di grande rilevanza sociale, come il diritto alla cittadinanza per chi lavora e paga le tasse da anni, ma non ha ancora accesso a pieni diritti civili.
Landini ha anche toccato temi cruciali per il futuro del paese: “Non possiamo permetterci un paese che invecchia, con giovani che vivono in una condizione di precarietà e che, per questa ragione, sono costretti ad andare all’estero. Se vogliamo dare un futuro a questo paese, dobbiamo fare in modo che i giovani abbiano opportunità di lavoro stabile e ben retribuito. La libertà delle persone dipende dalla possibilità di avere un lavoro dignitoso e stabile, che non le sfrutti o le ricatti”. Landini ha inoltre parlato della necessità di garantire sicurezza sul lavoro, per evitare incidenti e tragedie, e della fondamentale importanza di un servizio sanitario universalistico, così come del diritto per tutti di accedere a un’istruzione di qualità e di aggiornare le proprie competenze professionali.
Questa campagna, ha dichiarato il segretario della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, non sarà solo un’iniziativa della Cgil, ma sarà costruita in collaborazione con molte altre associazioni e movimenti che da tempo lottano per la difesa dei diritti dei lavoratori. “Sarà una campagna che non delega a nessuno la scelta, ma che coinvolgerà attivamente i cittadini. Chi voterà Sì ai cinque referendum lo farà per determinare cambiamenti concreti nel mondo del lavoro, per difendere diritti fondamentali che sono sempre stati una caratteristica del nostro paese, ma che oggi il governo non sembra intenzionato a proteggere o a migliorare”, ha detto Ricci.
Anche lo scrittore Maurizio De Giovanni, intervenuto a margine dell’assemblea, ha voluto sottolineare il valore della democrazia diretta, descrivendo il referendum come uno degli unici strumenti rimasti per difendere i diritti dei lavoratori. “Dobbiamo fare fronte unico, alzare la voce e lottare per riguadagnare dignità, non solo nel mondo del lavoro, ma anche nella cittadinanza. È un’opportunità per ridare valore ai diritti fondamentali delle persone”, ha dichiarato.
In conclusione, Landini ha ribadito che questa non è una battaglia di retroguardia, ma una sfida per il futuro: “Stiamo vivendo una rivoluzione digitale e un cambiamento climatico che richiedono un nuovo protagonismo e una partecipazione attiva della società. I cambiamenti globali necessitano di una risposta concreta e inclusiva, che venga dal basso, dalle persone. I referendum sono uno degli strumenti che ci permettono di costruire un futuro migliore, per un paese più giusto, dove il lavoro non sia più fonte di sfruttamento, ma di dignità”.
Questa battaglia, quindi, non riguarda solo il presente, ma è una lotta per il futuro del paese, per un’Italia che non si rassegna a veder svanire i propri diritti e che vuole difendere i valori di giustizia sociale, equità e partecipazione attiva.
Ciro Crescentini

