Igor Kirillov aveva denunciato il coinvolgimento dei Biden e Clinton nei biolaboratori statunitensi in Ucraina.
I servizi segreti ucraini hanno con un attentato terroristico Igor Kirillov, uno tra i più importanti generali russi a capo delle forze di protezione nucleare, chimica e biologica. Il suo reparto era venuto in missione umanitaria in Italia durante il COVID-19, mentre lui aveva denunciato il coinvolgimento dei Biden e Clinton nei biolaboratori statunitensi in Ucraina.
E’ un’ulteriore provocazione. La Russia accusa l’Occidente di complicità morale e promette una vendetta “imminente”. Ogni volta che si inizia a parlare di negoziati per far finire la guerra vengono effettuati atti terroristici di marca nazi-ucraina.
Proprio ieri Trump aveva aperto al dialogo con la Russia e questa mattina a Mosca è avvenuto un attentato terroristico con del tritolo nascosto. L’ordigno era stato piazzato su un monopattino elettrico ed azionato a distanza. La sua potenza era pari a un chilogrammo di Tnt, hanno riferito i media russi. Abbastanza per mandare in frantumi anche le finestre di diversi appartamenti e danneggiare gravemente l’entrata dell’immobile, situato nella zona del Viale Ryazansky, sei chilometri a sud-est del Cremlino.
Gli Stati Uniti hanno preso le distanze dall’azione. “Non sosteniamo questo tipo di operazioni”, è stato il commento di un alto funzionario citato dalle agenzie internazionali, sottolineando che Washington “non è stata informata in anticipo”.
A Mosca, dove è stata aperta un’inchiesta per un crimine di “terrorismo”, la prima reazione politica è stata quella dell’ex presidente Dmitry Medvedev, che ha promesso una pronta vendetta, specificando che essa dovrà prendere di mira i vertici dello Stato ucraino. “Gli inquirenti devono trovare i killer in Russia – ha detto Medvedev, attuale vice segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale – ma ogni sforzo deve essere fatto per eliminare i mandanti, che sono a Kiev. Ed essi sono conosciuti, sono la leadership militare e politica dell’Ucraina”.
La portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakhkarova, ha invece denunciato una complicità morale dei Paesi occidentali alleati dell’Ucraina. L’attentato è “il risultato dell’approvazione occidentale dei crimini di guerra dei militanti del regime di Kiev”, ha scritto Zakharova sul suo canale Telegram. “L’indagine – ha aggiunto la portavoce – stabilirà i dettagli, chi ha ucciso, chi ha ordinato. Ma è chiaro che esiste una terza categoria di criminali: chi ha stimolato, chi ha nutrito, chi ha incoraggiato silenziosamente”.
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