In questa nuova legge i contratti a termine torneranno ad essere rinnovabili fino a 24 mesi
Il governo Meloni sta smontando il decreto Dignità che puntava a superare la precarizzazione del lavoro con l’obiettivo di favorire e agevolare i contratti a termine. Lo smantellamento del decreto è stato richiesto dalla Confindustria mentre le organizzazioni sindacali confederali Cgil, Cisl e Uil sono rimaste in silenzio avallando di fatto l’operazione.
Il Governo di centrodestra ha previsto criteri sempre meno rigidi per i contratti a termine, precarizzando sempre di più il lavoro: per i contratti a tempo determinato si potrà arrivare fino a 2 anni e non servirà la causale sotto i dodici mesi.
Il decreto Dignità del 2019 aveva previsto, per i contratti di durata superiore ai 12 mesi, nonché per le proroghe e i rinnovi, causali stringenti, come la sussistenza di condizioni straordinarie, imprevedibili o comunque eccezionali rispetto all’organizzazione produttiva. Adesso il Governo ribalta la situazione e spinge sulla precarizzazione.
Sulla vicenda è intervenuto Emiliano Fossi, deputato del Partito Democratico e componente della commissione lavoro della Camera.
“La premier Meloni – sottolinea Fossi – si riempie la bocca con la parola natalità, chiedendo agli italiani di fare figli, ma poi agevola il precariato. Non si può essere precari a vita, non si può fare un progetto di vita a colpi di contratti a tempo determinato. Una famiglia ha bisogno di stabilità: serve un lavoro di qualità e con le giuste tutele“.
I contratti precari sono un grosso problema nel nostro Paese. Negli ultimi anni sono diventati il tipo di rapporto di lavoro più diffuso, aumentando l’occupazione ma peggiorando le prospettive dei dipendenti.
Nel 2021 avevano toccato i 7,7 milioni di unità, e nel 2022, nonostante le norme introdotte dal decreto Dignità, avevano continuato ad aumentare arrivando a 8,5 milioni.
Circa un terzo di questi contratti, nell’ultima parte del 2022, erano di brevissima durata, non oltre un mese, mentre il 46% aveva una durata massima di tre mesi.
L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni sta elaborando il decreto Lavoro, che tra l’altro cambierà anche il Reddito di Cittadinanza. In questa nuova legge i contratti a termine torneranno ad essere rinnovabili fino a 24 mesi. Il datore di lavoro dovrà pagare lo 0,5% in più di contribuzione, e potrà accedere a questa opzione di prolungamento solo in determinati casi.
Si parla, nella prima bozza del testo, di specifiche esigenze previste dai contratti collettivi, di natura tecnica, organizzativa e produttiva ed esigenze di sostituzione di altri lavoratori.
La modifica del decreto Dignità era uno degli obiettivi dichiarati in campagna elettorale dalla coalizione di centrodestra, e il suo raggiungimento sembra vicino.
CiCre
