Alla manifestazione organizzata dalla Regione Campania e dalle organizzazioni di rappresentanza sociale massiccia la presenza dei giovani
Ventimila persone, nella stragrande maggioranza giovani, hanno gremito Piazza del Plebiscito a Napoli per chiedere il cessate il fuoco in Ucraina e una Conferenza di Pace. L’iniziativa è stata organizzata dalla Regione Campania e da decine di organizzazioni di rappresentanza sociale.
“È una piazza di pace – ha detto alla stampa mons. Antonio Di Donna, presidente della conferenza episcopale della Campania – la prima in Italia e ci auguriamo che ne seguano altre in tutto il paese. Perché bisogna muoversi e fare qualcosa, non possiamo stare così impotenti a vedere che contiamo i morti e non facciamo niente”
Alla manifestazione hanno partecipato anche le organizzazioni sindacali confederali Uil e Cgil.
“A prescindere da ogni polemica, quello che oggi è importante è avere una marea di giovani e che dalla piazza di Napoli si possa levare un grido per fermare la guerra. Questo è il punto per noi più importante. Lo avevamo già espresso il 26 febbraio: Napoli vuole fermare la guerra” – ha detto il segretario generale della Uil Campania e Napoli, Giovanni Sgambati – Dobbiamo batterci anche nei prossimi giorni affinché il governo assuma provvedimenti non solo perché vi sia un negoziato ma perché l’umanità non può permettersi il rischio di una catastrofe nucleare. Quindi insieme alla battaglia per la pace bisogna dare risposte alle imprese, alle lavoratrici e ai lavoratori, ai pensionati. Siamo fortemente colpiti, sono le ragioni del lavoro che dobbiamo rimettere al centro della nostra iniziativa e che si coniugano con il messaggio di pace che arriva oggi da Napoli”

Presente in piazza Plebiscito anche una massiccia delegazione degli operai della Whirlpool.
“La guerra è entrata prepotente nelle scuole, nelle case, nelle nostre fabbriche. Nella nostra vita. E’ estremamente angosciante che i nostri ragazzi stiano imparando geografia dell’Ucraina attraverso nomi come Bucha, Mariupol, Zaporizhzhia e altre località fatte di atrocità indescrivibili. Facciamo respirare a questi ragazzi l’aria sana della Pace e non quella inquinata della guerra” – ha sottolineato Carmen Nappo, operaia Whirlpool intervenendo dal palco – Io sono una lavoratrice ex Whirlpool Napoli, noi stiamo combattendo una guerra per il lavoro da ben tre anni, abbiamo visto il susseguirsi di ben tre governi senza alcuna soluzione. Noi abbiamo a cuore la nostra città e la nostra regione e non vogliamo andare al Nord per ritrovare quel lavoro che qui al Sud ci è stato ingiustamente sottratto. Abbiamo fiducia, rispetto, in tutte le istituzioni dello Stato, questa speranza ci porta la giusta resistenza, quella di dire: Napoli non molla”.
“Da Napoli ci sono due messaggi che si intrecciano. Il Mediterraneo significa multilateralismo e multiculturalismo e apertura ai popoli, alle culture e alle religioni. Giovani significa futuro, siamo la regione più giovane di Italia, vedete quante migliaia di ragazzi in questa piazza che è per loro perché per loro dobbiamo arrivare al cessate il fuoco e svegliare l’Italia, l’Europa dal sonno della ragione” – ha puntualizzato il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca a margine della manifestazione.
“Mentre parliamo oggi – ha aggiunto De Luca – ci sono migliaia di giovani che muoiono in Ucraina, mutilati, deportati. Blocchiamo la guerra e inseriamo nelle Nazioni Unite una conferenza di pace alla quale chiediamo di partecipare la Cina popolare che può esercitare una pressione decisiva nei confronti della Russia e riapriamo il dialogo. Ricordiamo che in queste settimane nel secolo scorso si è trattato per fermare la guerra in Vietnam: mentre erano presenti 500mila soldati americani in Vietnam, si raggiunse a Parigi l’armistizio che fu il primo passo alla risoluzione della guerra. Dobbiamo fare la stessa cosa, chiedere e prentendere un primo passo, fermate le armi e cessate il fuoco“.
