In corso indagini del Commissariato di Polizia San Paolo
Ancora attentati intimidatori nella zona occidentale di Napoli. Un ordigno è esploso la scorsa notte a Napoli in via Diocleziano, tra i quartieri Fuorigrotta e Bagnoli. L’esplosivo è stato posto da ignoti davanti a un negozio, un centro Tim la cui insegna è stata danneggiata dall’esplosione.
Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polizia di Stato del Commissariato San Paolo. Ascoltato dai poliziotti, il proprietario dell’esercizio commerciale ha riferito di non aver mai subito alcun tipo di minaccia. In corso le indagini per individuare gli autori del gesto.
“Dietro l’esplosione di un ordigno a via Diocleziano nella notte di venerdì aleggia lo spettro di una pericolosa guerra tra clan. Un’ipotesi davvero preoccupante, specie se tracciamo il profilo dei numerosi episodi criminali registrati negli ultimi mesi tra i quartieri di Fuorigrotta e Bagnoli. Di fronte a questo scenario, che si va man mano delineando, serve un intervento forte e deciso da parte delle forze dell’ordine per stroncare sul nascere una nuova escalation criminale nell’area occidentale di Napoli”. Lo ha detto il consigliere regionale di Europa Verde, Francesco Emilio Borrelli, che ha ricevuto la segnalazione dell’esplosione in via Diocleziano assieme al giornalista Pino Grazioli da alcuni residenti impauriti per l’accaduto e ha lanciato subito l’allarme affinchè si facesse chiarezza sull’episodio.
“Da alcuni fotogrammi recuperati dalle telecamere di sorveglianza – ha proseguito Borrelli – si vedono due uomini arrivare con uno scooter e armeggiare in modo sospetto proprio nel punto dell’esplosione. Questa circostanza escluderebbe dunque ogni altra ipotesi di caso fortuito. Il fatto, poi, che il negozio danneggiato sia riconducibile a un esponente della famiglia Giannelli attualmente detenuto, proprietaria anche del bar di via Cavalleggeri, oggetto di un attentato dinamitardo la scorsa settimana, traccia scenari ancora più inquietanti su un probabile conflitto tra la famiglia Giannelli, egemone nella zona di Fuorigrotta, e il clan Esposito del quartiere Bagnoli. Serve allora un segnale immediato della presenza dello Stato su questi territori per scongiurare una nuova guerra di camorra tra clan rivali che potrebbero produrre ulteriori devastazioni e vittime innocenti”.

