Edilizia e terziario i settori in cui si sono riscontrate più scorrettezze e violazioni. Nel mirino soprattutto lavoro sommerso, sicurezza antinfortunistica e tutela della salute
Significativa la relazione annuale pubblicata dall’Ispettorato nazionale del lavoro sull’attività del 2021: secondo il report, se si considerano anche i controlli effettuati insieme a Inps e Inail, pari a 84.679, la percentuale delle aziende con irregolarità sale al 69%.
I controlli sulle aziende da parte dell’Ispettorato nazionale del lavoro, evidenzia il documento, “raggiungono il 78% di quelli complessivamente svolti; l’aumento di tali controlli (+9,7%) ha avuto un notevole effetto di trascinamento verso l’alto delle ispezioni definite in materia previdenziale (+14%) e in materia assicurativa (+33%)”.
Secondo quanto indicato, gli indici di irregolarità più elevati “si riscontrano nell’edilizia e nel terziario laddove, in particolare, si rileva un tasso di anomalie notevole nelle attività dei servizi di alloggio e ristorazione, trasporto e magazzinaggio, ma soprattutto nei servizi a supporto delle imprese, dove gli indici di irregolarità sono riconducibili, in primo luogo, a esternalizzazioni e interposizioni illecite”.
“Il tema del lavoro sommerso – chiarisce il direttore dell’ispettorato Bruno Giordano – della sicurezza del lavoro, delle tutele del lavoro costituisce il principale campo di attività dell’ispettorato, che ha portato a una diminuzione del lavoro sommerso dell’8% in presenza dell’incremento dell’attività ispettiva. Più ispezioni, meno lavoro nero. Meno lavoro nero, meno concorrenza sleale”.

