Ipotesi chiusura anche nelle aree con incidenza elevata del virus
Il governo sta definendo il nuovo Dpcm con le misure restrittive per limitare la diffusione del Covid. Molti i punti da chiarire, tra questi il problema scuola che ha diviso i ministri. Stando ad alcune fonti di Palazzo Chigi, il governo sarebbe orientato a chiudere le aule, e tenere i ragazzi a casa con la didattica a distanza, anche nelle aree con 250 positivi ogni 100mila abitanti nell’aggregato settimanale o se ci sono situazioni di allarme evidente e motivato.
Sembra dunque prevalere la linea avanzata da diversi governatori, in primis il campano Vincenzo De Luca e il veneto Luca Zaia in testa, per allargare la ‘stretta’ anche in altre zone a rischio, non circoscrivendola alle solo aree rosse.
E sarebbe questa, l’unica novità che verrà introdotta nel Dpcm che il presidente del consiglio Mario Draghi firmerà oggi. Non è prevalsa, dunque, la linea tenuta ieri al tavolo dai ministri Roberto Speranza, Dario Franceschini, Stefano Patuanelli, Elena Bonetti, Patrizio Bianchi, ovvero chiudere anche altre realtà a rischio nelle zone ad alto contagio, ad esempio i centri commerciali. La stretta decisa sembra riguardare il solo mondo della scuola.

