Stadi, il decreto che aiuta i club pronti a investire

A breve alla Camera per la conversione il provvedimento che favorisce un ritorno economico immediato per gli investimenti fatti dalle società sportive

Il governo snellisce le procedure per la costruzione di impianti sportivi e un ritorno economico immediato per gli investimenti fatti dalle società sportive. Le procedure sono contenute nel decreto 50 che a breve inizierà alla Camera l’iter per la conversione in legge. Significative alcune novità contenute nel decreto. Lo studio di fattibilità per la realizzazione di un nuovo stadio potrà ricomprendere la costruzione di immobili con destinazioni d’uso diverse da quella sportiva, complementari, funzionali al finanziamento e alla fruibilità dell’impianto, la demolizione dell’impianto da dismettere, la demolizione e ricostruzione, anche con diverse volumetria e sagoma, o la riconversione e riutilizzazione dell’impianto. Se gli interventi devono essere realizzati su aree di proprietà pubblica o su impianti pubblici esistenti, lo studio di fattibilità potrà contemplare la cessione a titolo oneroso del diritto di superficie (per una durata massima di 90 anni) o del diritto di usufrutto (per una durata massima di 30 anni). La conferenza dei servizi sarà semplificata. Potrà essere svolta in forma simultanea ed eventualmente in sede unificata a quella per la valutazione di impatto ambientale. Il verbale conclusivo potrà costituire adozione di variante allo strumento urbanistico comunale. In presenza del parere positivo della regione, il verbale sarà trasmesso al sindaco che lo sottoporrà all’approvazione del Consiglio comunale nella prima seduta utile. Il decreto legge faciliterà il ritorno economico degli investimenti realizzati dalla società sportiva, dicendo basta alle bancarelle che spesso sorgono attorno agli stadi. Se i contenuti del provvedimento saranno confermati, lo studio di fattibilità relativo agli impianti pubblici omologati per una capienza superiore a 20mila posti potrà prevedere che, da cinque ore prima dell’inizio delle gare ufficiali e fino a tre ore dopo la loro conclusione, entro 300 metri dal perimetro dell’area riservata, l’occupazione di suolo pubblico per attività commerciali sarà consentita solo all’associazione o alla società sportiva utilizzatrice dello stadio. In questo lasso di tempo, le autorizzazioni eventualmente rilasciate agli esercenti saranno sospese, ma la società sportiva dovrà corrispondere loro un indennizzo.

Ciro Crescentini

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