Napoli, De Laurentiis da Cinepanettone: “Arbitro, che è ‘sta cafonata?”

Presidente furibondo dopo la gara con l’Atalanta: “Rizzoli e Nicchi intoccabili, provvedo all’esistenza dei campionati e ho diritto di essere ascoltato. E poi come si fa a espellere un signore come Ancelotti? Fossi in lui fuggirei all’estero”

Un po’ l’incazzatura vera, un po’ l’istinto da commedia all’italiana. “Ma cos’è sta cafonata?”. Aurelio De Laurentiis deve sbollire la rabbia, dopo Napoli-Atalanta. Vorrebbe esplodere come un personaggio da Cinepanettone. Magari ricoprire di bile i microfoni, che non aspettano altro. Vorrei ma non posso, forse pensa. E allora sembra Christian De Sica, e smorza il turpiloquio. “La cosa divertente è che mi dicono che dobbiamo chiudere i rapporto con Sky – racconta alla pay tv -, avete fatto tre minuti dove avete spiegato che il rigore non c’è. Qui il problema è che io non credo che Rizzoli e Nicchi svolgano al meglio il proprio lavoro, loro diranno che non sta a De Laurentiis dirlo, ma io risponderò che io come gli altri presidenti di Serie A che provvedono all’esistenza della Serie B o della Serie C, dei loro sostentamenti, hanno il diritto di essere ascoltato. Altrimenti il signor Rizzoli e Nicchi si beccheranno gli 80 milioni di italiani che sono stanchi di questa supponenza e prosopopea”. Presidente, ma il rigore su Llorente? “A velocità normale – sostiene – quello è rigore tutta la vita, ma il problema è dare la soddisfazione a chi ha dato l’anima, ai tifosi, fagli vedere attraverso il Var come sono andate le cose. Questa intoccabilità di Rizzoli e Nicchi ci dà estremamente fastidio”. E poi una cosa non gli va giù: quando gli toccano Carletto. “Se esiste il Var – grida sull’arbitro Giacomelli – è inutile creare 8-9 minuti di tempo supplementare perché ci si spintona e si discute, cos’è questa cafonata di un arbitro che butta fuori un signore come Ancelotti, fossi in lui me ne andrei da questo paesaccio dove gli arbitro non sanno arbitrare come in Inghilterra. Basta!”. E riprende il filo di un’ossessione: “Ci siamo stancati, siamo noi che finanziamo il calcio, senza di noi andrebbero a pelare le patate! Io ho il diritto, per i soldi che investo nel calcio, per il rispetto dei miei calciatori e dell’altra squadra, di vedere le immagini al Var, e poi i tifosi dove li vogliamo mettere?”. Già, verrebbe da dire: dove? “Questo calcio – ripete ormai irrefrenabile – è assurdamente malato, che non siete in grado di cambiare da 30 anni a questa parte! Ci siamo stancati di essere dei sostenitori involontari della classe arbitrale, anche economicamente, non possiamo permettere che la maggior parte delle squadre di Serie A di alta classifica abbiano 300 milioni di debiti per far giocare questi signori, venissero in campo invece di pontificare sempre dall’alto!”. Adl: Adda passà ‘a nuttata.

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