La Roja domina la finalissima: Albiceleste troppo difensiva e tradita dai nervi nel finale.
Sedici anni dopo l’epopea di Iniesta, la Spagna torna sul tetto del mondo e centra uno storico “double” dopo il trionfo europeo. Al MetLife Stadium, la finale mondiale si colora di rosso grazie a un gol di Ferran Torres al 106’, che piega un’Argentina spenta, impaurita e incapace di tirare in porta per oltre cento minuti.
Il match si sviluppa come un lungo monologo delle Furie Rosse, guidate dal talento di Lamine Yamal e Nico Williams. Scaloni prova a resistere alzando le barricate, ma perde prima Lisandro Martinez e poi Romero per infortunio. Dopo un faraonico Halftime Show, la sinfonia non cambia: la Spagna domina e l’Argentina si difende strenuamente con un Messi trasformato in difensore aggiunto e Lautaro Martinez che resta clamorosamente in panchina.
Il piano dell’Albiceleste crolla definitivamente al 93’, quando Enzo Fernandez rimedia un’espulsione ingenua per un brutto fallo su Cubarsí. Rimasta in dieci, l’Argentina si aggrappa ai miracoli del “Dibu” Martinez, che trascina i suoi ai supplementari. Al 106’, però, l’inevitabile: splendida invenzione di Nico Williams per Ferran Torres, che sigla l’1-0 sotto gli occhi delle leggende spagnole del 2010.
Solo nel finale l’Argentina ha un sussulto d’orgoglio guidato da Messi, ma i tentativi disperati di Senesi e Simeone non bastano. Al triplice fischio esplode la festa spagnola per il secondo titolo iridato, mentre per i campioni uscenti restano solo i rimpianti e il nervosismo, sfociato in una rissa post-partita tra Paredes ed Eric Garcia. Lo scettro del calcio mondiale passa meritatamente alla Roja.
