L’organizzazione sindacale indipendente di base svela l’ennesimo caso limite a Piazza del Plebiscito e chiede di estendere il blocco del lavoro all’aperto fino a metà mese
L’estate rovente della Campania si chiude sotto il segno della polemica e della denuncia sociale. A fare il punto sulla gestione delle emergenze climatiche è l‘Unione Sindacale di Base (USB), che fin dal primo momento «ha criticato dal primo momento i mancati controlli ed il mancato rispetto dell’ordinanza regionale che aveva disposto il divieto di svolgimento delle attività lavorative nei settori agricolo, edile ed affini in condizioni di esposizione prolungata al sole, nella fascia oraria compresa tra le ore 12.30 e le ore 16.00, dal 21 giugno scorso e fino a ieri 31 agosto».
Eppure, a dispetto delle regole e delle buone intenzioni sulla carta, la realtà dei fatti si è rivelata drammaticamente diversa. A raccontarlo con amarezza è la stessa Federazione Regionale dell’USB, puntando i riflettori su un episodio emblematico e paradossale registrato proprio nell’ultimo giorno di vigenza del provvedimento: «Proprio ieri, infatti, si era verificato l’ennesimo caso vergognoso, grave e paradossale, avvenuto in pieno giorno, con una temperatura di oltre 35 gradi, nella centralissima Piazza del Plebiscito, esattamente davanti alla Prefettura di Napoli, dove, mentre eravamo al presidio degli sfollati di Pozzuoli, abbiamo constatato visivamente l’inosservanza, in quanto alcuni operai, nonostante le condizioni proibitive, hanno continuato a lavorare sulle impalcature».
Un’immagine forte che smaschera l’inefficacia di questi due mesi, caratterizzati da una lunga scia di segnalazioni rimaste inascoltate. Secondo il sindacato di base, la situazione dimostra chiaramente come, «in questi 2 mesi tante sono state le segnalazioni di mancato rispetto dell’ordinanza firmata dal Presidente della Regione Campania Roberto Fico, il che dimostra, una volta di più, come le operazioni di facciata delle istituzioni non servano a nulla senza controlli».
La richiesta urgente: proroga fino a metà settembre
Di fronte a uno scenario così critico, l’USB non intende abbassare la guardia. Anzi, avanza una richiesta tempestiva per tutelare la salute di chi opera all’aperto, considerando che le proiezioni meteo non lasciano spazio a tregua. L’appello del sindacato è netto: «Ora però va chiesto urgentemente di prorogare almeno fino alla metà di settembre un’ordinanza che, se rispettata, garantirebbe maggiore sicurezza a chi continua a lavorare esposto a temperature record che, secondo gli esperti, non accenneranno a diminuire nei prossimi giorni».
Ciro Crescentini
