Vertenza Ericsson, sit-in sotto la prefettura di Napoli: è braccio di ferro sugli ammortizzatori sociali

Il prefetto Pantalone riceve i lavoratori e l’assessore comunale. Partita la procedura di licenziamento, si punta al sussidio per chi dovesse perdere il lavoro. Tommaso Scotto (Cgil): “Ma la multinazionale non vuole”

I lavoratori sono stati ricevuti dal prefetto, Gerarda Pantalone, che ha incontrato anche l’assessore comunale Enrico Panini. Sit-in di una trentina di dipendenti dello stabilimento Ericsson di Napoli fuori alla prefettura. “A Napoli la multinazionale ha annunciato 32 esuberi su 103 dipendenti – afferma Tommaso Scotto della Cgil – ed è al momento la percentuale più alta in Italia per uno stabilimento che avrebbe bisogno di rilancio. Le nostre proposte sono state tutte bocciate mentre per l’anno prossimo già sono stati annunciati 53 esuberi che sono destinati ad aumentare”. Mentre è partita la procedura di licenziamento, si punta agli ammortizzatori sociali. Ma la multinazionale, che stagliando posti in tutto il mondo, in Italia “l’azienda rifiuta” anche quelli, aggiunge il sindacalista. “Napoli ha chiesto agli altri sindaci  – afferma Panini – di sottoscrivere una lettera al presidente del Consiglio perché lui si occupi direttamente della vertenza, convochi a Roma la multinazionale e faccia ritirare i licenziamenti”. Il Comune chiederà ai sindaci e assessori di Pisa, Genova, Roma, Milano e Venezia, le altre città coinvolte nel piano deciso dalla Ericsson, di firmare la lettera che presto verrà inviata a Palazzo Chigi.

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