Trieste, Cgil Cisl Uil invocano lo sgombero del porto. I lavoratori: “Andiamo avanti, non molliamo”

I sindacati filogovernativi: “Chiediamo che la maggioranza non sia ostaggio della minoranza”

Il presidio di lotta dei portuali di Trieste proseguirà fino al 20 ottobre. Nessun passo indietro. Le iniziative di lotta contro il Green Pass  non si fermano.

Oggi l’area antistante il Varco 4 del molo triestino si è riempita di tantissimi cittadini solidali con la lotta dei lavoratori.

Intanto i sindacati confederali Cgil Cisl Uil a braccetto con i titolari di aziende di trasporto chiedono di liberare il porto: “Chiediamo che la maggioranza non sia ostaggio di una minoranza” – sottolineano in una nota i sindacati filo governativi. Stando ad alcune indiscrezioni trapelate in serata, Cgil Cisl e Uil avrebbero sollecitato il Prefetto di Trieste ad attivare le procedure per lo sgombero del varco occupato

I sindacalisti confederale di Cgil, Cisl e Uil, scavalcati dalle azioni di lotta spontanee dei lavoratori, hanno deciso di svolgere il ruolo di leva esecutiva del governo Draghi invocando l’uso della forza contro i lavoratori e i manifestanti nemmeno 24 ore dopo essere andati in Piazza San Giovanni a Roma per dire “Mai più fascismi

“Il Clpt, il Coordinamento lavoratori portuali di Trieste  non cambia posizione. “Abbiamo deciso che il presidio andrà avanti fino al 20 ottobre. La gente non ha nessuna intenzione di mollare. Il segno è stato dato, andiamo avanti tutti insieme anche con altre categorie”. La partita è ancora tutta da giocare.

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