Sanità, il Saues contro il nuovo contratto nazionale medici

Il sindacato: “Il Ccnl non favorisce servizi di emergenza sanitaria”

Contratto collettivo nazionale dei medici e dei dirigenti del Servizio sanitario nazionale, il Saues va all’attacco dell’atto firmato nei giorni scorsi, dopo un’attesa di oltre 10 anni. “Prendiamo atto dell’accoglimento da parte dell’Aran – afferma il Consiglio nazionale del Sindacato autonomo urgenza emergenza sanitaria – di alcune delle nostre istanze, così come pubblicamente sostenute il 16 luglio scorso sulla stampa, relative all’implementazione del fondo del disagio, così come alcune richieste sulla pronta disponibilità contenute nell’art. 27 comma 3, del Ccnl. Tuttavia, troviamo quanto meno incoerente che, peraltro a fronte di aumenti salariali davvero esigui, da un lato si riconoscano maggiori risorse al fondo del disagio e dall’altro non si determini la dovuta differenziazione, in termini di erogazione, sui diversi servizi”.
“L’aumento delle quote per chi presta servizio notturno – sottolinea il sindacato – non tiene conto del diverso carico di lavoro e di stress per chi opera in reparto o nel Pronto Soccorso oppure nel servizio territoriale di emergenza 118”.
“Non lo diciamo noi – prosegue il Saues – ma è evidente da quanto riportano le cronache quotidiane che, a fronte dei certamente numerosi accessi notturni nelle strutture di pronto soccorso fanno da contraltare i rischi assolutamente più elevati per chi opera sulle ambulanze, per strada”.
“Se l’obiettivo è – incalza la nota – quello di costringere i medici del servizio di emergenza territoriale a lasciare il territorio per trasferirsi più convenientemente in reparto e puntare alla demedicalizzazione del servizio 118, con tutte le conseguenze del caso, lo si dica chiaramente senza giri di parole”.
“L’impressione che ricaviamo è – conclude il Saues – che dei problemi reali, e cioè della grave carenza di personale medico, così come del grande disagio che stanno vivendo i medici del servizio di pronto soccorso e territoriale ed anche della consequenziale tendenza a non accettare incarichi in questi servizi e transitare in altri, non importi granché a nessuno. In conclusione, un nuovo contratto che non tiene conto degli aspetti da noi evidenziati è per il nostro sindacato incondivisibile”.

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