Napoli, M5s: cambiare la delibera comunale e aiutare i cittadini veramente bisognosi

Riceviamo e pubblichiamo integralmente

L’emergenza del Covid-19 obbliga le istituzioni ad essere veramente operative e a favore dei più bisognosi, ma non sempre ciò che viene proposto e/o attuato risponde alle necessità delle persone. L’amministrazione comunale ha finalmente adottato una deliberazione (la n.91 del 30/03/2020) concernente la costituzione del “Fondo comunale di solidarietà – cuore di Napoli”, dove far arrivare i 7,6 mln da finanziamenti nazionali e altri finanziamenti pubblici o privati per iniziative di solidarietà finalizzati a fornire aiuti alimentari ai cittadini più bisognosi. Il Comune ha annunciato che verserà 1 milione di euro che verrà prelevato dal Fondo di riserva comunale, ma al momento non c’è nessuna delibera al riguardo.
I requisiti per ottenere le prestazioni garantite dal Fondo appaiono generici e non vi è una chiara indicazione delle modalità di assegnazione delle risorse tra i beneficiari. Come portavoce del Movimento 5 Stelle Napoli, ben prima della adozione della delibera n.91 abbiamo già inviato al Comune di Napoli una proposta più dettagliata per l’individuazione dei requisiti. Ad esempio i 300 euro a nucleo familiare sono erogati indipendentemente dal numero dei componenti, tranne che per i 20 euro in più a settimana per un figlio minore di 12 mesi, mentre andrebbero rapportati al numero dei familiari (ad es. 300 euro per nuclei fino a 2 persone, 400 euro per nuclei fino a 4 persone, 500 euro per nuclei con più di 4 persone). Così come ha fatto il Comune di Roma. Sono i Servizi Sociali comunali (come previsto dalle disposizioni governative) che devono individuare la platea dei beneficiari, con priorità a chi non è già assegnatario di sostegno pubblico, e predisporre un elenco che dovrà essere tracciabile e trasparente. Nella delibera invece i Servizi Sociali sono indicati esclusivamente come coloro che dovranno provvedere alle convenzioni con gli esercizi preposti alla vendita di generi di prima necessità. Nella Delibera n.91 non è allegata la modulistica dell’autocertificazione e neanche il numero verde tramite i quali i cittadini potranno inoltrare le richieste per accedere al contributo. Abbiamo predisposto ed invieremo la nostra proposta di modulo di accesso in autodichiarazione. Inoltre non è stata allegata nemmeno la bozza dello schema di convenzione con gli esercenti preposti alla vendita dei beni di prima necessità, né l’elenco dei prodotti acquistabili; anche in questo caso abbiamo predisposto ed invieremo la nostra proposta, dove chiediamo che sia data priorità ai negozi di zona. Chiediamo una solidarietà vera ed efficace non la solita propaganda stile cartolina del 900. Tutto bello, ma nulla funziona e i furbi potrebbero approfittarsene a scapito dei bisognosi.
#senzaDema ce la faremo.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest