Napoli, autista Anm rifiuta di procedere contromano in via Domenico Fontana: aggredita da passeggeri

La conducente colta da malore, è stata costretta ad abbandonare il lavoro e recarsi al vicino pronto soccorso per ricevere le cure del caso

L’Usb segnala, nuovamente, la difficoltà che incontrano le linee Anm nel transitare in via Domenico Fontana per effetto del fenomeno della sosta selvaggia che comporta significativi restringimenti della carreggiata, in una strada a doppio senso di circolazione, con linea di mezzeria continua, costringendo gli autisti ad invadere sistematicamente l’opposta corsia di marcia. “Riteniamo opportuno, e non più rinviabile – afferma una nota – che siano attivati in tempi brevi, visto l’annoso problema, provvedimenti concreti atti ad agevolare il transito in sicurezza dei bus al fine di evitare potenziali danni alla salute psico-fisica dei lavoratori, della clientela trasportata e dei terzi utilizzatori della strada, oltre a ciò, danni derivanti da incidenti stradali, con conseguente aumento delle polizze assicurative per l’Azienda e una multa da 41 euro a 168 euro con un decurtamento di 2 punti sulla patente per la violazione commessa dai conducenti”. “Esprimiamo la nostra piena e totale solidarietà – aggiunge il sindacato di base – nei confronti della conducente e delegata sindacale, stamattina verbalmente aggredita, vessata, criminalizzata, da alcuni passeggeri a bordo del pullman, per aver volute “rispettare le regole”, rifiutandosi di circolare contromano, violando il codice della strada, le disposizioni aziendali, e mettendo a rischio la regolarità e la sicurezza dell’esercizio. La conducente, successivamente colta da malore, è stata costretta ad abbandonare il lavoro e recarsi al vicino pronto soccorso per ricevere le cure del caso”. “Bisogna rafforzare una coscienza di civiltà, il rispetto delle regole e le regole del rispetto – affermano Adolfo Vallini e Marco Sansone del Coordinamento Provinciale Usb Lavoro Privato – troppo spesso il senso civico lascia il passo a comportamenti scomposti, inaccettabili, verso coloro i quali per lavoro sono costretti ad operare in condizioni disagiate, borderline, senza alcun sostegno concreto da parte delle autorità preposte, nonché dai dirigenti e funzionari aziendali”.

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