Che fine ha fatto la solidarietà?

Riceviamo e pubblichiamo

Ne sono successe di cose strane durante quest’emergenza, dalla speculazione sui prezzi delle mascherine, dei guanti e degli igienizzanti – attualmente da considerarsi beni di prima necessità –  fino ad arrivare all’occupazione del Senato da parte della Lega. Immagini che in un certo qual modo ledono la dignità della Repubblica, ridicolizzandola davanti al mondo interno.

Non dimentichiamoci nemmeno gli inseguimenti con i droni, nemmeno fossimo in prison break oppure dei festini privati nelle strade dei Comuni limitrofi al nostro.

L’emergenza ha anche mostrato il buon senso, la responsabilità e la solidarietà di un popolo capace di mostrare una grande forza d’animo, stringendosi attorno alla volontà di vincere una guerra sanguinaria e subdola come quella del Coronavirus.

Per fronteggiare quest’emergenza, però, anche lo Stato ha fatto e deve continuare a fare la sua parte; nella nostra Regione è stata avviata la distribuzione di circa 4 milioni di mascherine, 2 per ogni nucleo familiare; inoltre ulteriori 500mila mascherine sono state distribuite in varie farmacie da parte della Regione stessa. Questa distribuzione occorre a garantire che tutti abbiamo a disposizione dei DPI (dispositivi di protezione personale), insomma questi sono i nostri “moschetti” per combattere il virus.

 Eppure nella zona di Fuorigrotta si sono verificati innumerevoli furti delle mascherine all’interno delle cassette postali dei condomini, molte delle quali sono state danneggiate; ci sono state aggressioni all’interno delle farmacie che si occupavano della distribuzione, e addirittura persone che hanno ritirato in farmacie diverse più mascherine assicurandosi così un maggior numero di presidi, negando quindi la possibilità ai meno abbienti e agli anziani che presentano patologie di non ricevere ciò che gli spetta.

Questo dimostra che nonostante gli sforzi, non tutti mettono in pratica il Principio di solidarietà, previsto dall’articolo 2 della Costituzione e dalla norma CEDU, anzi decidono scientemente di calpestare, non solo i doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale, ma anche la dignità altrui, in nome di un meschino egoismo, continuando ad avvallare – de facto – un sistema economico volto al premiare i peggiori istinti capitalistici che hanno messo in ginocchio il nostro sistema sanitario, derogando il principio di utilità sociale ex art. 41 della Costituzione, volto a limitare gli interessi del singolo e difendere il bene della collettività.

La verità è che lo Stato è colpevole nella misura in cui non svolge la funzione di educare i cittadini al buon senso, al rispetto del prossimo e della dignità altrui, ma che in questi casi – proprio perché dovrebbe operare il buon senso – può farci bene poco, solo sperare in un impeto di coscienza che faccia ricordare che senza quelle mascherine, si sta mettendo alla berlina la vita di diverse persone.

 Ma una cosa ancora più vera è che questa guerra che ha fermato il mondo, fermo in una realtà parallela, per essere vinta, oltre al lockdown ha bisogno di senso civico, responsabilità, intelligenza, cultura e soprattutto buon senso! 

Rita Crasto

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