Denis Verdini piange in aula – L’angolo sticazzi

Siamo commossi: l’ex senatore chiede l’assoluzione nell’appello sul crac dell’ex Ccf

Ci sono scene che ti toccano nel profondo, e non si può rimanere indifferenti. Denis Verdini scoppia in lacrime nell’aula del palazzo di giustizia dov’è in corso il processo di appello per il crac dell’ex Credito cooperativo fiorentino, dove è il principale imputato. Gli avvocati Ester Molinaro e Franco Coppi hanno chiesto per lui la piena assoluzione. I pg Fabio Origlio e Luciana Singlitico, invece, lo vogliono far condannare a otto anni di reclusione, con un piccolo sconto sui nove affibbiati in primo grado. Al termine delle arringhe dei suoi legali, l’ex senatore prende parola per rilasciare dichiarazioni spontanee. Ma l’emozione lo tradisce, e riesce a commuoverci. “Non è vero che volevo far fallire la banca – esclama con voce rotta – io ho dato tutto per quella banca”. La pubblica accusa, però, continua a chiedersi quanto quella banca abbia dato a Verdini. Ma lui respinge con toni accorati la ricostruzione della procura generale, perché “nega la storia di una comunità, che ho creato con forza, passione e dedizione”. E ribadisce: “Ho preso le ceneri di una piccola banca e l’ho fatta sviluppare, trasformandola in una comunità”. E però, ci sovviene la Bibbia, quando ci ammonisce che “Cenere sei e cenere ritornerai”. Riferito, ovviamente, al Credito cooperativo fiorentino.

Condividi sui social network
  • gplus
  • pinterest