Quarto, interviene la prefettura: appalto sull’acqua commissariato

Cantone: “fermare quell’azienda”

QUARTO – Il prefetto di Napoli Gerarda Pantalone ha avviato, su parere favorevole espresso dal presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, la procedura per sospendere la gestione del servizio a Quarto. Al centro della vicenda, l’interdittiva antimafia che aveva colpito la Fradel, società di una Ati che s’era aggiudicata la manutenzione straordinaria della gestione acqua e fognature.

Il 22 dicembre scorso, con una delibera di giunta, l’amministrazione in carica procedeva ad una sostituzione della “Fradel” con un’altra impresa, la “Edil sud”, che appartiene alla stessa compagine, visto che entrambe sono consociate di Finconsorzio, ed è guidata dallo stesso amministratore, ovvero Guglielmo Del Prete.

Ma è del 29 dicembre scorso, una nota di Cantone al prefetto di Napoli chiedendo cosa intenda fare con quell’appalto di Quarto. Trascorsi i giorni necessari per i dovuti accertamenti, il prefetto -dopo rituale contatto con il sindaco Capuozzo- proponeva un’ulteriore sostituzione dell’azienda e, confrontandosi il presidente Cantone, decideva per il commissariamento. “La Prefettura è sempre stata attenta, sta lavorando e continuerà a lavorare. Altro non posso dire”, le uniche parole del prefetto. Mentre dall’Anac arriva una nota che ribadisce l’ assenso di Cantone all’adozione di tale procedura e soprattutto assicura ai cittadini di Quarto che “tale misura consentirà la prosecuzione del servizio, da considerarsi essenziale per la tutela della salute pubblica”.

Ma su questo fronte, arriva il rigoroso monito del procuratore capo Giovanni Colangelo: “Sarebbe prematura oggi ogni considerazione sull’invio di nostri atti in Prefettura. Le attività di questa inchiesta su Quarto sono in pieno svolgimento, abbiamo bisogno di andare avanti e quindi è presto per parlare di eventuali ricadute sulla pubblica amministrazione. Quando avremmo tutti gli elementi e gli atti saranno ostensibili, valuteremo ovviamente se inviarli per eventuali conclusioni di competenza del ministero degli Interni”.

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