Lostland, sulle tracce dello zio d’America tra rock e sound made in Napoli

Al Ridotto del Mercadante il musical di e con Mauro Gioia e testo di Antonio Pascale

NAPOLI – Applausi del pubblico al Ridotto del Mercadante per “Lostland” al suo debutto italiano. Lo spettacolo musicale, di e con Mauro Gioia e testo di Antonio Pascale, è la versione per il teatro dell’omonimo album di canzoni del cantante-attore napoletano in uscita in Italia nelle date napoletane delle rappesentazioni. Con lui sulla scena Mark Plati, produttore e musicista, già al fianco di David Bowie, The Cure e Prince; la violinista e cantante Lisa Germano, “fuoriclasse” del cantautorato a stelle e strisce che vanta collaborazioni con Iggy Pop, Simple Minds, Billy Joel, e che duetta con Mauro Gioia nel brano Knowledge And Love; il polistrumentista pop Jim Boggia, il grande percussionista Sal Minale. Il tutto impreziosito dalla voce di Burt Young, il popolare attore statunitense interprete tra gli altri dei personaggi di Paulie Pennino nella saga Rocky e Joe in C’era una volta in America di Sergio Leone. Lo spettacolo è nato da un viaggio dell’artista a New York sulle tracce di un suo prozio cantante.

 

“All’inizio del secolo scorso – racconta Mauro Gioia – un mio prozio, anche lui cantante, lasciò Napoli per New York e da allora la mia famiglia non ha più avuto sue notizie. Aveva continuato la sua carriera di cantante? Incuriosito di sapere quello che era diventato, di trovare qualche traccia di lui, dei suoi discendenti, decisi di fare un viaggio a New York. Nei due mesi circa di permanenza a N.Y., tra luglio e agosto del 2012, di lui nessuna traccia, ma ho conosciuto musicisti incredibili, tutti di origini italiane, coi quali ho condiviso il progetto di realizzare il disco diventato poi Lostland”.  Le canzoni dell’album sono state ispirate dalle testimonianze di immigrati italiani di seconda, terza e quarta generazione raccolte dal cantante-attore a New York. Materiali, documenti, registrazioni, che hanno ispirato anche il film-cortometraggio omonimo, con testo dello scrittore Antonio Pascale. L’album ha un sound senza tempo. Il risultato è una reminescenza della musica rock americana degli anni ’70/’80, con richiami a Elvis Costello, a David Bowie e al Tom Waits degli inizi. Lostland ha anche una componente visiva: un documentario scritto e diretto dallo stesso Gioia (una coproduzione italo-francese Jando Music, 4×4 Francia e RaiCinema) che narra il dramma dell’emigrazione. “Volevo raccontare una storia corale – la storia di tanti uomini, donne e bambini – ma anche la storia di una grande solitudine. Così ho pensato che un solo attore poteva essere l’icona giusta per rappresentare i destini di questi immigrati. Burt Young era perfetto per le sue origini italiane e per la gamma emotiva che è in grado di esprimere”. Particolarmente applaudite le interpretazioni di “Lacrime Napulitane ” e di “Tu vuò fa l’americano” che ha chiuso  lo spettacolo.

Mimmo Sica

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