La cantante aveva 91 anni e lascia un’eredità musicale unica, con oltre 55 milioni di dischi venduti
Milano piange Ornella Vanoni, scomparsa all’età di 91 anni nella sua abitazione. Artista tra le più longeve e amate della musica leggera italiana, Vanoni ha attraversato oltre sei decenni di carriera, iniziata nel 1956, pubblicando più di cento album, EP e raccolte, con vendite stimate superiori ai 55 milioni di dischi.
Il suo timbro inconfondibile e la capacità di muoversi tra generi diversi — dalla musica d’autore alla bossa nova fino al jazz, passando per le cosiddette “canzoni della mala” — l’hanno resa una figura unica nel panorama musicale nazionale e internazionale. Nel corso della carriera ha collaborato con nomi come Gino Paoli, Fabrizio De André, Paolo Conte, Lucio Dalla, Ivano Fossati, Renato Zero e con jazzisti internazionali come Herbie Hancock, George Benson e Toquinho, senza dimenticare artisti contemporanei come Pacifico e Francesco Gabbani.
Vanoni è stata anche una presenza fissa al Festival di Sanremo, partecipando in gara per otto edizioni e ottenendo il secondo posto nel 1968 con Casa bianca; altre tre volte ha raggiunto il quarto posto con brani come La musica è finita e Eternità. La sua ultima partecipazione risale al 2018 con Imparare ad amarsi, insieme a Bungaro e Pacifico. È l’unica donna e la prima artista a vincere due Premi Tenco, riconoscimento che ha ottenuto come cantautrice, un traguardo senza precedenti nella storia della musica italiana.
Nata a Milano il 22 settembre 1934, figlia di un industriale farmaceutico, Nino Vanoni, e di Mariuccia Vanoni, Ornella Vanoni sognava inizialmente di diventare estetista. Tuttavia, la sua strada si è presto incrociata con il mondo dello spettacolo: iscritta all’Accademia di Arte Drammatica del Piccolo Teatro di Giorgio Strehler nel 1953, esordisce come attrice nel 1956 in Sei personaggi in cerca d’autore di Luigi Pirandello. L’anno successivo si dedica alla musica, iniziando con un repertorio di canzoni legate alla malavita che la porterà fino al Festival dei Due Mondi di Spoleto nel 1959.
La vita privata della cantante è stata altrettanto intensa: negli anni ’60 ha avuto una storia d’amore con Gino Paoli, e nel 1960 ha sposato l’impresario teatrale Lucio Ardenzi, da cui ha avuto il figlio Cristiano Ardenzi. Vanoni non ha mai nascosto le difficoltà personali e le passioni che hanno attraversato la sua vita, mantenendo sempre un legame profondo con la musica come colonna portante della propria esistenza.
Ornella Vanoni lascia un’eredità artistica immensa e un segno indelebile nella storia della musica italiana: la voce di una donna che ha saputo raccontare la vita con eleganza, ironia e intensità, continuando a emozionare generazioni di ascoltatori.
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