Tamberi e Jacobs, due ori olimpici nel giorno storico dell’atletica italiana

In pochi minuti, a Tokyo doppio trionfo nel salto in alto (ex aequo con il quatarino Barshim) e nei 100 metri. Mai una giornata così per lo sport azzurro nella rassegna a cinque cerchi

Una decina di minuti in tutto racchiudono il giorno storico dell’atletica e dell’intero sport italiano. In quella manciata di secondi, alle Olimpiadi di Tokyo, sono arrivati due ori incredibili. Prima Gianmarco Tamberi nel salto in alto, ex aequo con il quatarino Mutaz Essa Barshim. Poi Marcell Jacobs laddove mai nessun azzurro aveva osato: i 100 metri piani. La gara “regina” dell’atletica. Quella dove mai un italiano aveva messo piede in finale. L’italoamericano oggi ha migliorato due volte il primato europeo, portandolo a 9″80, dopo aver corso 9″84 in semifinale. Tamberi e Jacobs, un delirio. Il saltatore ha toccato quota 2,37 al primo tentativo. Lo sprinter, protagonista di una partenza esplosiva, ha preceduto lo statunitense Fred Kerley (9″84) e il il canadese Andre de Grasse (9″89). Un italiano è l’uomo più veloce del mondo, nemmeno nei sogni. Tamberi aveva in pedana il gesso dell’infortunio subito nel 2016 a Montecarlo, che gli costò la partecipazione all’Olimpiade di Rio. Alla fine, davanti al giudice di gara, lui e Barshim scelgono di dividersi il podio più alto. Hanno lo stesso numero di errori, meglio chiuderla qui, e tutti contenti. Un momento assai raro nello sport. Il marchigiano, tricolore in spalla, poi va ad aspettare Jacobs sul traguardo dei 100 metri. È il primo a correre ad abbracciarlo. Festeggiano insieme il giorno dei giorni per l’atletica azzurra.

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