Sciopero della fame Navigator, arriva l’ambulanza: in due rifiutano l’ospedale

Quinto giorno di protesta estrema, monitorati i cinque digiunanti. I quali, scrivono a Conte, auspicando un sollecito alla firma di De Luca, in virtù dell’accordo di governo Pd-M5S. In consiglio regionale mozione dei grillini

Sciopero della fame dei navigator campani, al quinto giorno arriva l’ambulanza. E due dei cinque scioperanti rifiutano l’invito a recarsi in ospedale, rivolto loro in base ai parametri rilevati. Intanto, i dimostranti hanno scritto al premier incaricato Giuseppe Conte, chiedendo che il primo atto del futuro governo giallorosso sia un sollecito al governatore De Luca, per firmare la convenzione con l’Anpal. È l’intesa necessaria a procedere alle assunzioni. E sarebbe una svolta simbolica, dopo l’arrocco della Regione, condito da ironico distacco per la vertenza. In cinque giorni di sciopero della fame, infatti, nessuno si è fatto vivo da Palazzo Santa Lucia. Eppure, i navigator sono accampati lì sotto, 24 ore al giorno.

 

L’arrivo dell’ambulanza

Nel pomeriggio, si è presentata un’ambulanza del 118. Un atto di routine, per controllare lo stato di salute dei cinque digiunanti. A tutti è stato consigliato di essere monitorati, per tenere sotto controllo i parametri vitali. E in due casi, i sanitari hanno suggerito esami più approfonditi. Uno degli scioperanti ha la febbre a 38, e alti valori di glicemia. Dovrebbe assumere anti infiammatori, ma non può, a causa del digiuno. Tuttavia, ha deciso di proseguire. Ma verrà mantenuto sotto stretta osservazione.

 

La lettera a Conte

Il nuovo quadro politico, con l’alleanza Pd-M5S, può essere un ‘opportunità. I navigator hanno quindi inviato una missiva al premier incaricato Giuseppe Conte. “In virtù dell’accordo politico tra M5S e PD – si legge – i navigator campani in sciopero della fame per l’impasse politica tra il Governatore De Luca e il Movimento 5 Stelle Le chiedono che il primo atto ufficiale che Lei vorrà sancire, al di là delle poltrone e dei giusti equilibri politici, mediati e concordati con il Presidente Mattarella, sia quello di voler sollecitare la firma del Presidente della Regione Campania De Luca della convenzione operativa con Anpal per i 471 navigator campani come segnale politico forte di tale accordo”. La lettera ricorda il ritardo, in Campania, nell’applicazione della legge sul reddito di cittadinanza. “Noi scioperanti, così come le nostre famiglie, i nostri affetti e tutti i nostri colleghi – affermano i cinque – non possiamo più accettare che questa inattesa, assurda e inconcepibile vicenda prosegua un’ora di più. Confidiamo nella Sua sensibilità istituzionale dimostrata nei Suoi atti che, con l’appoggio e la regia del Presidente Mattarella a cui ci siamo appellati, vogliate mettere fine a questa violenza istituzionale che stiamo subendo da oltre quaranta giorni”.

 

La mozione regionale del M5S

A muoversi è anche il gruppo regionale del M5S. Una mozione in consiglio chiede una delibera dell’assemblea, in favore della firma con l’Anpal. Il documento rammenta l’intesa, sottoscritta anche dalla Campania, in conferenza Stato-Regioni. E sottolinea lo stanziamento di 11 milioni di euro – su 90 complessivi – per la Regione Campania, destinati alla collaborazione con i navigator. “La mancata sottoscrizione della suddetta Convenzione da parte dei vertici della Regione Campania – afferma la mozione – si pone in discontinuità con la sottoscrizione dell’Intesa del 17 aprile e ha, di fatto, bloccato le assunzioni dei 471 navigator, nel frattempo selezionati da Anpal a seguito di una selezione pubblica espletata nel giugno scorso. Ciò contrasta con quanto avvenuto nelle altre Regioni, le quali hanno invece sottoscritto apposite convenzioni bilaterali in data 17 luglio”. I 5 stelle addossano al governatore De Luca, fermo nel rifiuto, “una serie di problematiche che aggravano, in maniera esponenziale, la situazione delle politiche attive per il lavoro in una Regione caratterizzata dal numero più elevato di richieste di reddito di cittadinanza presentate e accolte”. E si menzionano “i risvolti giuridici derivanti dalla mancata stipula della convenzione con riguardo alle legittime aspettative di coloro che sono risultati vincitori del concorso per la figura di navigator, i quali confidando nell’assunzione hanno investito notevoli energie e sostenuto costi considerevoli”. Nodi con cui, prima o poi, il governatore dovrà fare i conti.

Gianmaria Roberti

 

 

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