Il governo giallo-rosa alla prova dei problemi dei lavoratori aziende in crisi e precari

 I dossier congelati  per colpa della crisi dell’esecutivo uscente

Il nuovo governo dovrà affrontare centinaia di vertenze sociali e sindacali che coinvolgono migliaia di lavoratori e di lavoratrici.  Dalla A di Alitalia alla W di Whirlpool, passando per Ilva e il rebus rider. È l’alfabeto dei dossier economici congelati dopo la crisi dell’esecutivo uscente gialloverde, che già a settembre aspettano una risposta per evitare gravi danni occupazionali. In attesa di scoprire quali figure saranno scelte per Ministero dello Sviluppo (in pole la dem Paola De Micheli) e Ministero del Lavoro (possibile conferma per Luigi Di Maio), il primo nodo al pettine è sicuramente il decreto imprese, che doveva essere pubblicato in Gazzetta ufficiale il 28 agosto per essere convertito in legge. Si tratta di un testo molto importante, perché all’interno erano contenute la questione dell’immunità penale, civile e amministrativa per ArcelorMittal, la proroga della cassa integrazione per la Blutec di Termini Imerese e, ad esempio, la stabilizzazione dei precari di Anpal servizi. Il caso ex Ilva scotta, perché al momento è di fatto bloccata la norma chiesta dai proprietari per continuare a gestire il siderurgico di Taranto. La deadline è il 6 settembre: Mittal ha annunciato con fermezza che se non sarà fatta chiarezza sull’immunità penale alzerà bandiera bianca, con la ricaduta su quasi 10mila dipendenti.

Sempre a settembre, per la precisione domenica 15, scade il termine per la presentazione dell’offerta vincolante per Alitalia di Fs assieme a Delta, Atlantia e Mef. Lo slittamento è molto probabile vista l’incertezza di governo, ma il prolungarsi dei tempi preoccupa i sindacati e anche la stessa compagnia americana, vera architrave di settore di questa operazione complessa. Il progetto di newco prevedeva che alla holding dei Benetton andasse intorno al 30% del vettore, a Fs intorno al 35-38% e a Delta tra il 10 e il 20%. Di fatto una maggioranza statale con l’apporto del Tesoro, nodo che potrebbe accendere uno scontro non di poco conto tra M5S e Pd.

L’altro capitolo spinoso è Whirpool: dopo le aperture di agosto è rimasta solo una promessa lo sgravio contributivi per i contratti di solidarietà (16,9 milioni in due anni) per salvare il sito di Napoli.

In ballo qui ci sono 420 posti di lavoro, mentre i quasi 700 dipendenti in casa Blutec sperano nel nuovo piano industriale per l’area di crisi complessa nel Palermitano.

E i rider? Furono il primo dossier affrontato da Di Maio, ma dopo 14 mesi ancora si aspetta la norma per le tutele previdenziali e contributive dei ciclofattorini. Anch’essa contenuta nel dl crescita, soffocato a pochi metri dal traguardo dallo strappo di Matteo Salvini. Mentre al Mise, in totale, giacciono 160 tavoli di crisi aperti: il nuovo ministro sa già da dove partire.

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