Sarri vieta la parola Champions: “Se lo dite mi gratto, col Frosinone serve mentalità”

Il tecnico: “Il messaggio che deve passare è che domani abbiamo una partita difficile. I casi di Ajax e Atletico Madrid ci servano di lezione. Abbiamo bisogno del San Paolo col suo ruggito”

“Il messaggio che deve passare è che domani abbiamo una partita difficile. Potrei fare duemila riferimenti a quanto è accaduto nel corso degli anni, ma mi limito a parlare dell’ultima settimana in cui ci sono stati i casi dell’Atletico Madrid e dell’Ajax”. Stop alle celebrazioni anticipate. Maurizio Sarri non vuole cedimenti ad un passo dal traguardo. E la vigilia di Napoli-Frosinone si trasforma in una seduta di autoanalisi. “In questo momento non ho emozioni, sono un po’ preoccupato per la partita. Il clima attorno alla squadra non è dei migliori. Col Frosinone – avverte – deve essere una partita di mentalità”. La richiesta l’aveva formulata domenica sera, dopo il blitz di Torino: “Il ruggito del San Paolo ci deve dare una mano. La squadra approccia nella maniera giusta ma può essere influenzata da un’atmosfera che può dare per scontato il risultato”. E insomma, la gara di domani si riassume in una filosofia di vita: “Vincere senza faticare è impossibile”. Questo è Sarri al crocevia più importante della sua carriera. Ma non parlategli dei gironi di Champions. “Mi sto toccando sotto, deve passare il messaggio che dobbiamo pensare alla partita”. Siete avvertiti: il mondo del Napoli e del suo allenatore non va oltre le 20.45 di sabato sera. Prima di allora vietato anche solo sbirciare oltre. E non c’è spazio nemmeno per i rimpianti dopo un’annata a lungo travolgente. “Di fronte ad una squadra che vince 26 partite su 27 c’è poco da aver rimpianti”. E per i bilanci è presto ancora.

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