Roma, 25 mila in piazza: “Adil vive, subito lo sciopero generale contro la violenza padronale”

L’iniziativa è stata organizzata da decine di organizzazioni sindacali di base

Venticinquemila lavoratori, disoccupati, studenti, migranti hanno sfilato in corteo a Roma, da piazza della Repubblica a piazza Vittorio Emanuele a sostegno dei lavoratori della Logistica e promossa dopo la morte di Adil, il sindacalista del Si Cobas assassinato ieri nel Novarese da un camionista crumiro. L’iniziativa è stata organizzata da decine di organizzazioni sindacali di base.

Negli  ultimi giorni i lavoratori hanno subito gravi violenze e intimidazioni da parte delle aziende con la complicità delle istituzioni. Al magazzino Zampieri di Lodi, i lavoratori Fedex sono stati assaltati con spranghe e mattoni da guardie private che hanno causato diversi feriti e un lavoratore finito in coma, mentre tutto si svolgeva sotto gli occhi indifferenti delle forze dell’ordine in assetto antisommossa. Alla Texprint di Prato il presidio è stato distrutto e i lavoratori in sciopero sono stati violentemente aggrediti. Fino a giungere a ieri, quando alla Lidl di Biandrate (Novara) è stato ucciso Adil Belakhdim, lavoratore e sindacalista Si Cobas, travolto e trascinato da un camion che ha forzato il picchetto.

Massiccia è stata la partecipazione dei lavoratori, dei disoccupati e degli studenti che hanno protestato contro la repressione attuata su chi lotta per i propri diritti e per preservare il proprio posto di lavoro. La manifestazione di lotta di oggi è stata indetta come risposta unitaria contro l’annuncio dello sblocco dei licenziamenti e in generale come opposizione frontale alla gestione capitalistica della pandemia che, in Italia come negli altri paesi capitalistici, viene affrontata dai governi foraggiando le imprese e scaricandone i costi su lavoratori e classi popolari.

Sindacalisti uccisi, squadre armate ingaggiate dalle aziende per pestare chi sciopera. Sembrano gli anni `20 di un`altro secolo ma è l’Italia di oggi – ha dichiarato Lorenzo Lang, segretario del Fronte gioventù comunista – Tutto questo non sta succedendo per caso. A due settimane dallo sblocco di migliaia di licenziamenti stanno mandando un messaggio chiaro a chi oserà alzare la testa. Il governo e la Confindustria portano la responsabilità politica del clima instaurato nei luoghi di lavoro. Vogliono una ripresa sulla pelle dei lavoratori e degli strati popolari, ma non li lasceremo agire indisturbati. Dai lavoratori, da questa piazza parta la riscossa, ora serve un grande sciopero generale. L’ opposizione a questa governo non è Giorgia Meloni, sono i lavoratori”.

CiCre

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