Napoli, salta fuori l’ingiusta tassa comunale sulle mense scolastiche

 

Uno schiaffo alla giustizia sociale

La giunta e il consiglio comunale di Napoli istituiscono una tassa,  una tantum per il servizio di mensa scolastica di 15 euro per ogni alunno napoletano a prescindere dal reddito Isee. E quanto prevede una circolare inviata dal governo cittadino ai dirigenti comunali dei settori competenti.   Un contributo che le famiglie dovranno versare all’atto di iscrizione per un fantomatico “contributo per l’organizzazione generale del servizio”.

Un contributo che pagheranno le famiglie ricche e povere. La tassa è stata introdotta con la delibera numero 20 approvata dall’Assise Cittadina lo scorso 30 marzo. Una tassa iniqua che ha ottenuto i voti anche dei consiglieri e dei settori della maggioranza rosso-arancione che sostengono il sindaco Luigi de Magistris e  spesso scendono in piazza in difesa dei diritti individuali e collettivi richiamandosi ai valori della “sinistra sociale e politica”.

I valori della solidarietà, la giustizia sociale, l’uguaglianza. Evidentemente si richiamano a questi valori nei salotti, tra una birra e un’altra durante gli eventi radical chic. Insomma, predicano bene e razzolano male. Una delibera approvata con la complicità delle opposizioni che non hanno assunto alcuna posizione o attivato iniziative adeguate per impedire l’approvazione del balzello iniquo e discriminatorio. I consiglieri dell’ opposizione sono distratti o consociativi?

La circolare è venuta fuori a seguito di una ricerca effettuata dall’ex consigliere comunale Raffaele Ambrosino.

 

                                                                                                                                             Ciro Crescentini

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