Napoli perde Aldo Masullo, cultura in lutto

Il filosofo aveva 97 anni. Ex parlamentare, due anni fa era stato insignito della cittadinanza onoraria

Grave lutto per la cultura italiana e per la città di Napoli. Se ne è andato a 97 anni il filosofo Aldo Masullo. Deputato del Partito comunista negli anni ’70 e senatore negli anni ’90 con Progressisti e Ds, due anni fa era stato insignito della cittadinanza onoraria di Napoli. La città nella quale ha vissuto e lavorato per gran parte della sua vita, e nella quale viveva, nella sua casa di viale Michelangelo al Vomero.  Il filosofo, nato ad Avellino nel 1923, aveva festeggiato il compleanno da poco. Era professore emerito di Filosofia Morale dell’università Federico II.  Laureato in filosofia e in giurisprudenza, fu discepolo di Antonio Aliotta e Cleto Carbonara. Le varie direzioni epistemologiche ed etiche della sua ricerca convergono in una complessa e originale prospettiva antropologica di segno “fenomenopatico”. Motivi centrali ne sono l’intersoggettività, il tempo, la paticità. Dopo aver esercitato la professione di avvocato penalista tra il 1947 e il 1951, nel 1955 diventò libero docente di filosofia teoretica, poi professore ordinario dal 1967. Masullo ha svolto tutta la carriera accademica nell’ateneo federiciano (dal 1984 al ’90 ha diretto il Dipartimento di Filosofia), pur trascorrendo vari periodi di ricerca e di insegnamento in Germania. Era socio dell’Accademia Pontaniana, della Società Nazionale di Scienze, Lettere ed Arti di Napoli, dell’Accademia Pugliese delle Scienze e membro di varie società scientifiche internazionali e del comitato scientifico della rivista filosofica “Paradigmi”. Era stato insignito della medaglia d’oro del Ministero per la Pubblica Istruzione. 

Nel suo messaggio di cordoglio, il sindaco de Magistris lo definisce “uno dei più grandi filosofi del secondo Novecento, di altissimo profilo etico, di profondo rigore intellettuale”, ricordando “le sue lucide analisi politiche sino ai giorni scorsi. Un faro per tanti, un solidissimo punto di riferimento della cultura partenopea”.

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