Napoli, il Comune cancella  debiti dal bilancio e li accolla allo Stato centrale

Si tratta di centinaia di milioni

La Giunta comunale di Napoli cancella i debiti prodotti in passato dai commissari straordinari. L’ente di piazza Municipio oggi ha approvato una delibera con la quale si dispone lo stralcio dal bilancio e l’accollo allo Stato nazionale delle passività, ora in capo all’ente locale, relativi ai commissariamenti straordinari che, come si legge in una nota, “hanno interessato la città di Napoli: sottosuolo; rischio idrogeologico; post terremoto; emergenza rifiuti; Bagnoli”.Ognuno di questi ha prodotto spese e contenziosi che, per la stragrande parte, sono ricaduti interamente sulla città di Napoli ed i suoi bilanci. E’ ancora impossibile quantificare gli effetti economici con precisione ma il solo commissariamento post terremoto, dal 2011 ad oggi, ha comportato un esborso di oltre 200 milioni di euro mentre il commissariamento emergenza rifiuti ha pesato, fino ad ora, per 66 milioni di euro: somme sottratte ai cittadini napoletani”, prosegue la nota. La delibera di giunta, proposta dal sindaco De Magistris e dal vicesindaco Enrico Panini (che ha la delega al bilancio), fanno sapere da Palazzo San Giacomo, è stata “sottoscritta da tutti i componenti la Giunta”.I debiti derivanti da negoziazioni poste in essere dai Commissari straordinari, cioè da soggetti non eletti dalla popolazione, non possono collegarsi alla responsabilità dell’Ente e, di conseguenza, gravare sulle casse dell’Ente medesimo, ma alla responsabilità dello Stato, il quale si è ‘sostituito’ agli organi dell’Ente tramite detti Commissari, i quali hanno agito come “organi del Governo” e non come ‘organi dell’Ente'”, si legge nel testo della delibera. “E’ la prima volta in Europa che viene approvata una delibera così netta e motivata ma non può pesare sulla città un debito ingiusto, perché contratto da altri”, si legge in una nota del Comune. “L’azione politica messa in campo dal Sindaco e dalla Giunta negli anni scorsi, culminata con una manifestazione ad aprile 2018, si traduce in un atto amministrativo a fronte, in particolare, dell’emergenza determinata dal Covid 19 che, per Comuni già pesantemente colpiti dal taglio dei trasferimenti previsti dalle diverse finanziarie, impone una esposizione davvero impensabile fino a poche settimane fa”, prosegue la nota dove si legge, tra l’altro, che “la costruzione dell’atto è il frutto del contributo di importanti giuristi, primo fra tutti il vice presidente emerito della Corte costituzionale, Paolo Maddalena. Alla stesura del testo ha contribuito in modo determinante la Consulta dell’ ‘Audit sul debito pubblico’, organismo di studio ed analisi costituito sulla base della qualità dei curriculum professionali e di studio dei singoli componenti, affiancato – per l’occasione – dal contributo dei professori Marco Bersani ed Andrea Fumagalli”.

PAOLO MADDALENA: UN ATTO CORAGGIOSO DELLA GIUNTA COMUNALE – La delibera approvata dalla Giunta del Comune di Napoli è un coraggioso passo avanti della nostra Città sulla via della civiltà giuridica. Da troppo tempo i Comuni sono tartassati da operazioni finanziarie che opprimono l’ignara e incolpevole popolazione comunale a favore di una politica nazionale volta, sotto l’influenza del pensiero unico dominante del neoliberismo, a favorire la finanza e le multinazionali ai danni del popolo”. È quanto dice, in una nota, Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte costituzionale. “I danni causati dai Commissari straordinari devono cadere sul bilancio statale, poiché l’accollo di questi ai Comuni è contro il ‘principio di solidarietà sociale’ di cui all’articolo 2 della Costituzione, nonché del principio di ‘sussidiarietà’, di cui all’articolo 118, ultimo comma, della Costituzione stessa. La legge che ha scaricato sui Comuni i debiti contratti dai Commissari straordinari è pertanto illegittima e va portata all’esame della Corte costituzionale”, prosegue la nota. “Altrettanto è da dire della legge che legittima i Comuni a acquistare “derivati”, che trasferiscono sui Comuni stessi i rischi connessi a tali prodotti finanziari tossici. Che il primo passo sia fatto dalla Giunta del Comune di Napoli – conclude – è cosa che ci inorgoglisce come napoletani e come cittadini che vogliono il bene dell’Italia

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