La solidarietà si allarga, l’imbarazzo delle istituzioni cresce.
L’avvocata giuslavorista Giuliana Quattromini finisce sotto procedimento disciplinare per aver criticato pubblicamente l’inefficienza dell’Ispettorato del Lavoro di Napoli. Il caso, scaturito da un intervento pronunciato durante un convegno lo scorso 8 marzo, ha sollevato un acceso dibattito sulla libertà di critica, il ruolo degli avvocati nella tutela dei diritti dei lavoratori e il rischio di derive censorie da parte delle istituzioni pubbliche.
Le critiche e la segnalazione
Le parole della legale, da anni attiva nella difesa dei lavoratori, sono state riprese dal quotidiano ilDesk.it e subito dopo trasmesse dal direttore dell’Ispettorato Giuseppe Cantisano all’Ordine degli Avvocati di Napoli, che ha avviato un procedimento disciplinare nel giro di 48 ore. Una singolare velocità procedurale. Secondo l’INL, quelle della Quattromini non sarebbero critiche costruttive, ma «accuse disonoranti» nei confronti dell’istituzione.
Nel suo intervento, Quattromini aveva segnalato che numerose comunicazioni inviate all’Ispettorato negli anni sarebbero rimaste inevase. «Ogni volta che scrivo alle aziende per rivendicare diritti negati ai lavoratori – ha spiegato – metto tra i destinatari anche l’Ispettorato, ma questo raramente si è poi mosso».
Ha inoltre denunciato la pratica delle conciliazioni sindacali “imposte”: «I lavoratori spesso le accettano non per volontà, ma per paura di ritorsioni. Abbiamo avuto sentenze che le hanno annullate poiché ottenute con minaccia di licenziamento». E ancora, ha criticato la burocrazia che ostacola le denunce: «Si deve andare di persona o usare la PEC, che molti operai non possiedono».
Il sostegno di Francesco “Pancho” Pardi
Sulla vicenda è intervenuto con forza il prof. Francesco “Pancho” Pardi, con un editoriale su Micromega che suona come un atto d’accusa:
«Le cause del lavoro non sono mai state facili. Ma c’è stata una stagione in cui il dettato costituzionale, ispirato ai valori di giustizia, uguaglianza e libertà, ha esercitato un’influenza reale sullo svolgimento delle cause. Ma con l’estrema e crescente precarietà del lavoro, il rapporto di forza complessivo si è di nuovo deteriorato a svantaggio dei salariati.»
«L’avvocata Quattromini aveva più volte rilevato la tendenza a stravolgere le pratiche di conciliazione a danno dei salariati, conculcati in condizioni di soggezione. Aveva reso noti i suoi rilievi all’Ispettorato, riscontrando disinteresse. Per tutta risposta, è stata segnalata all’Ordine. Una palese intimidazione cui si spera l’Ordine saprà rispondere. Ma serve un’azione collettiva contro l’intimidazione.»
«Questa contro l’avvocata Quattromini ha una manifesta logica prefettizia e corporativa: l’Ordine faccia ordine nel suo recinto, mentre gli organi superiori veglieranno sui tentativi di insubordinazione. Non si può tollerare che rigurgiti di questa natura passino sotto silenzio. La direzione dell’Ispettorato si rilegga la Costituzione e si dedichi ai suoi doveri.»
La posizione di Rifondazione Comunista
Durissimo anche il comunicato diffuso dal Partito della Rifondazione Comunista, a firma di Renato Genovese, avv. Elena Coccia e Maurizio Acerbo, rispettivamente segretari provinciali e segretario nazionale del partito che riportiamo integralmente:
«Solidarietà all’avvocata Giuliana Quattromini. Grave intimidazione da parte dell’Ispettorato del Lavoro per l’area metropolitana di Napoli nei confronti dell’avvocata giuslavorista Giuliana Quattromini, che dovrà difendersi di fronte al Consiglio di Disciplina dell’Ordine degli Avvocati. […]»
«Stupisce il comportamento del Consiglio dell’Ordine che, invece di prendere le difese dell’avvocata, nel giro di 48 ore dalla ricezione della segnalazione dell’Ispettorato, trasferisce il caso al consiglio di disciplina. Si vuole imporre l’autorità dell’Amministrazione dello Stato a prescindere dalla sua efficienza ed autorevolezza.»
«Non è la prima volta che Organi dello Stato insorgono contro espressioni del libero pensiero. Basta con l’arbitrio delle strutture e dei pubblici uffici sugli individui da essi dipendenti!»
Il commento di Carla Maruzzelli
Tra le voci dell’avvocatura, spicca quella dell’avvocata penalista Carla Maruzzelli, che ha dichiarato:
«La collega fa bene il suo lavoro contro un sistema consolidato ed in giudizio le sue difese hanno trovato accoglimento, tanto è vero che molti verbali di conciliazione sono stati dichiarati nulli! Dice la verità e fa bene a dirla! Pubblicamente! I colleghi della distrettuale devono rimandare al mittente il tentativo diffamatorio! Solidarietà alla collega senza se e senza ma!»
Il fronte solidale
Numerosi i messaggi di vicinanza giunti finora da associazioni, professionisti e personalità del mondo culturale. Tra questi:
- Comma2 – Associazione di avvocati
- Attrice Rosaria De Cicco
- Associazione Orgoglio Forense
- Giancarlo Caselli
- Associazione Aperitivo Resistente
- Slai Cobas
- Architetto Valeria Spinelli
- Scrittore Raffaele Carotenuto
- Ex consigliere regionale Franco Specchio
- Prof.ssa Tina Tallarino degli ex Girotondi di Napoli
Libertà di parola e censura istituzionale
A proposito di libertà di parola e censura, colpisce il comportamento del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Napoli che, invece di archiviare subito una segnalazione palesemente punitiva, ha deciso di trasmetterla con sorprendente celerità al Consiglio di Disciplina. Un atto che suscita più di un interrogativo sul ruolo delle istituzioni forensi.
Singolare, inoltre, un altro elemento emerso: tra i lavoratori assistiti dall’avvocata Quattromini in varie cause ci sono attualmente anche dipendenti e impiegati dell’Ordine degli Avvocati stesso. Una circostanza che rende ancora più delicata l’intera vicenda disciplinare.
Ma non finisce qui. La situazione riguardante i diritti di questi stessi lavoratori dipendenti dell’Ordine degli Avvocati è stata oggetto di segnalazione diretta proprio allo stesso Capo dell’Ispettorato del Lavoro, Giuseppe Cantisano. E allora la domanda sorge spontanea: l’Ispettorato ha preso a cuore quella vertenza o si è limitato a occuparsi dell’avvocata che ne ha denunciato pubblicamente l’inerzia?
Veramente imbarazzante, o no? Imbarazzante per i vertici dell’Ordine, che non hanno ritenuto di tutelare l’indipendenza della professione e hanno girato la segnalazione all’organo disciplinare senza alcun approfondimento. Imbarazzante per l’Ispettorato, che si è mostrato sollecito nel colpire una voce scomoda ma rimane silenzioso su come tutelare i diritti dei lavoratori dell’Ordine stesso.
Un doppio silenzio che fa rumore. E che danno forza all’ipotesi che, in questa storia, chi difende i lavoratori e denuncia inefficienze degli organismi di vigilanza dello Stato venga messo a tacere.
Il precedente Raimo e i segnali di una deriva repressiva
Il caso Quattromini si aggiunge ad altri episodi recenti che mostrano un clima crescente di intolleranza verso il dissenso. È il caso del docente Christian Raimo, sanzionato per aver criticato pubblicamente il ministro Valditara. Sospensione, stipendio dimezzato, libertà di pensiero punita.
Un caso simbolo
In attesa della decisione del Consiglio di Disciplina, la vicenda di Giuliana Quattromini non è più solo una questione disciplinare: è diventata un simbolo della resistenza civile contro derive autoritarie che minacciano chi difende i diritti dei più deboli. Ed è anche un banco di prova per l’autonomia e il coraggio dell’avvocatura.
Ciro Crescentini
