La vittima ha denunciato richieste estorsive in più fasi dalla cosca di Sessa Aurunca

SESSA AURUNCA – Il clan avrebbe scelto un lungo singolare per reiterare le richieste estorsive all’imprenditore: la casa nel centro storico di Sessa Aurunca, nel Casertano, sottratta alla cosca e già nel possesso dell’Agenzia Nazionale per i beni confiscati. Il particolare emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere, notificata a tre esponenti del clan Esposito, noto come quello dei Muzzoni: Gaetano Di Lorenzo, Vincenzo Esposito, figlio dello storico capoclan Mario, e il giovane emergente Carlo D’Angelo. La vittima, titolare di un’azienda nel settore della macellazione carni, ha denunciato pressioni estorsive in più fasi. Una prima volta sarebbe stata convocata in una masseria da Di Lorenzo, arrestato  un anno fa, e poi da Esposito jr, nell’abitazione all’epoca in uso alla convivente di un affiliato deceduto. Il figlio del boss, secondo gli inquirenti, ribadì la richiesta di pizzo: 2.000 euro mensili. Somma consegnata qualche giorno dopo ad un emissario, che veniva però arrestato in flagranza dai carabinieri della locale compagnia.

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