Consiglio  regionale: seggio conteso a Caserta tra ricorsi, sospetti e querele

Da un anno va avanti la guerra a carte bollate nella lista mastelliana Noi Campani. A sfidarsi sono la consigliera Iodice e il primo dei non eletti Stellato, che denuncia presunte irregolarità nel conteggio dei voti

Un seggio in consiglio regionale, conteso da un anno, in provincia di Caserta. La lista è Noi Campani, allestita da Mastella, a sostegno di De Luca. A occupare lo scranno al Centro direzionale, da ottobre, è Maria Luigia Iodice, pediatra di Marcianise. A reclamarlo è il primo dei non eletti, il 32enne Agostino “Steve” Stellato, da Bellona. In mezzo alla disputa, c’è una guerra a carte bollate. Sullo sfondo, avanza una scia di veleni, sfociati nell’esposto in Procura di Stellato. Nella partita legale, il Tar ha respinto il ricorso contro l’elezione di Iodice, convalidata per 98 voti in più di Stellato. Il Consiglio di Stato, invece, ha disposto la verifica su 59 sezioni elettorali. Dall’istruttoria della prefettura di Napoli “sono emerse discordanze tra il numero totale dei voti di preferenza e – scrive nella relazione il vice prefetto Sergio di Martino – quello dei voti assegnati alla lista provinciale Noi Campani con De Luca-Mastella, nonché tra i voti di preferenza attibuiti al candidato Agostino Stellato detto ‘Steve’ e alla candidata Iodice Maria Luigia”. A seguito della relazione, il legale di Stellato, Renato Labriola, intende presentare motivi aggiunti di ricorso. L’udienza di merito, fissata dal Consiglio di Stato, è il 21 settembre. Intanto, c’è anche la denuncia presentata alla polizia di Stato.

L’esposto di Stellato. Eventuali profili penali della vicenda sono, adesso, al vaglio delle procure di Napoli Nord e Santa Maria Capua Vetere, competenti a seconda delle sezioni elettorali esaminate. “Nel corso delle operazioni de quibus, venivano appurate numerose criticità – afferma nell’esposto Stellato, assistito dal penalista Francesco Parente – circa l’attribuzione impropria, ed a volte inesistente di fantomatici voti di preferenza alla candidata Iodice”. Stellato elenca una serie di circostanze. Tra esse, anche la sparizione di alcune schede elettorali.
“In data 20/05/2021 durante l’esecuzione delle operazioni in parola relative alla sezione elettorale n. 19 del Comune di Marcianise – si legge nella denuncia-, si rilevava che il numero di voti attribuito geneticamente alla Iodice Maria Luigia – pari a n. 72 preferenze-, all’esito del controllo risultava essere sensibilmente inferiore. Infatti da un accurato accertamento emergeva che, a fronte del numero di 650 schede votate- così come riportato sul verbale delle operazioni dell’ufficio elettorale- ne venivano rinvenute solo n. 578. La Commissione Prefettizia, al fine di approfondire ulteriormente tale allarmante circostanza, rinviava alla data del 26 maggio 2021, disponendo ulteriori ricerche. Il Presidente della Commissione, constatava che il personale onerato di effettuare la ricerca delle supposte schede elettorali, dava esito negativo circa il ritrovamento delle stesse. Preso atto di quanto sopra l’Autorità disponeva precedersi oltre , non omettendo di evidenziare l’impossibilità di portare a termine la verifica nella sezione in analisi”. Per il denunciante “va rilevato come il mancato rinvenimento delle schede elettorali rappresenti, anche sulla scorta delle certosine ricerche ordinate ed effettuate, un elemento non certamente tranquillizzante in ordine alla genuinità del dato riportato sui verbali e sulle relative tabelle di scrutinio, tra l’altro anche vicendevolmente discrasiche. La sonora smentita della risultanza aritmetica, risiede, quindi, nell’oggettiva mancanza di un numero di schede elettorali idonee a garantire alla Iodice Maria Luigia i 72 voti di preferenza di cui al verbale”. “Tale considerevole distonia tra il contenuto del materiale elettorale da indagare, e quanto invece riportato per tabulas sui documenti in contestazione – aggiunge Stellato -, rappresenta un’ulteriore riprova delle evidenti problematicità -molte delle quali già rilevate nel corso dei lavori in atto – che hanno fortemente caratterizzato le operazioni di attribuzione dei voti di preferenza in favore della Iodice Maria Luigia, in molteplici sezioni del Comune di Marcianise, luogo di residenza di quest’ultima”. Nell’esposto vengono forniti esempi di presunte irregolarità.
“In data 08/06/2021 durante l’esecuzione delle operazioni in parola relative alla sezione elettorale n. 9 del Comune di San Cipriano di Aversa – verifica domandata incidentalmente dalla Iodice Maria Luigia- si rilevava – afferma l’atto di parte – che i voti attribuiti da verbale e tabelle alla Iodice Maria Luigia – pari a n. 17 preferenze pur coincidendo con l’esito del controllo, presentavano delle macroscopiche anomalie. Infatti da un’attenta visione delle schede elettorali, ove veniva votata la candidata Iodice, emergeva che su 9 di esse, il cognome di quest’ultima era riportato con una matita differente rispetto a quella in uso ai seggi elettorali, nonché veniva trascritto sempre con la medesima calligrafia. La palese manipolazione si stagliava ancor con maggiore nitidezza, poiché come desumibile dal reperto fotografico accluso-le anomalie in trattazione riguardavano sempre schede elettorali ove la candidata Iodice veniva votata insieme ad altro candidato di sesso maschile. Ictu oculi risaltava che la scritta indicante il cognome Iodice contrastava- per colore della matita, per calligrafia e per caratteri della scrittura- con l’apposizione sulla medesima scheda del cognome del candidato di sesso maschile, al pari votato. Tali palesi problematicità venivano immediatamente suggellate dalla Commissione Prefettizia nella richiamata relazione (…). Incredibilmente tali voti di preferenza venivano attribuiti alla candidata in parola dai componenti del seggio elettorale”.


L’avvocato di Iodice: “Nella verifica dei voti il divario è addirittura aumentato”. Dal canto suo, ostenta tranquillità il legale di Iodice, Giacomo Papa, che ne cura la difesa dinanzi alla giustizia amministrativa. “La relazione della Prefettura non ha fatto alcun tipo di rilievo perché – spiega – riguarda una verificazione in cui si dovevano verificare solo alcuni dati. Per cui ha sostanzialmente confermato, a mio avviso, la legittimità dell’elezione della Iodice. Laddove si sono controllate le schede, il divario è cresciuto piuttosto che ridursi. Siamo sereni”. Quanto alle “presunte irregolarità”, secondo l’avvocato Papa “si parla giornalisticamente. Il ricorso amministrativo ha un oggetto ben preciso, le censure che sono state sollevate non hanno trovato riscontro. O meglio, hanno trovato riscontro al contrario. Sono state fatte delle verifiche, nelle gran parte delle sezioni le tabelle di scrutinio hanno confermato gli stessi voti riportati nel verbale, quindi non c’è stata necessità di aprire le schede, perché il Consiglio di Stato era stato molto chiaro”. E “laddove risultava un’incongruenza, e quindi si è dovuto procedere a una verifica, complessivamente la dottoressa Iodice ha conseguito sulle schede un numero maggiore rispetto a quello attribuito prima nei verbali e poi all’Ufficio Centrale Regionale. Lo stesso Stellato ha recuperato solo 12 voti, a fronte di 150 voti di differenza iniziali”. Sugli eventuali profili penali, Il legale di Iodice precisa: “Sento parlare di esposti, ma di ufficiale non c’è nulla. Questo è lo stato dell’arte per il ricorso amministrativo. Dopo di che, se ci sarà un ampliamento del giudizio, ne verificheremo anzitutto l’ammissibilità per vedere se è possibile ampliare un giudizio sulla base della verifica istruttoria. E poi ci regoleremo in base a quello che sarà il contenuto di questo ricorso per motivi aggiunti”.

Gianmaria Roberti

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