I legali: “Disinvolto decreto del presidente del Consiglio,  discredito di organi costituzionali e condizione di pericolo destabilizzante”

NAPOLI – Vincenzo De Luca reintegrato nelle funzioni di presidente della Regione. La prima sezione civile del Tribunale di Napoli ha accolto il ricorso d’urgenza contro la sospensione dalla carica, disposta dal presidente del consiglio in applicazione della legge Severino. Ora De Luca potrà partecipare al primo Consiglio, rinviato a causa della sospensione,  e nominare la nuova giunta. La decisione del giudice monocratico è provvisoria perché rimanda alla decisione della Corte Costituzionale prevista per fine ottobre prossimo. Una nota del presidente del Tribunale, Ettore Ferrara, specifica che l’efficacia della sospensione viene a sua volta sospesa “provvisoriamente”, fissando per il  17 luglio l’udienza dinanzi al Collegio “per la comparizione delle parti e per la conferma, la modifica o la revoca del decreto stesso”. La nota aggiunge che il Tribunale assume la decisione in base agli stessi criteri che il 25 giugno scorso hanno determinato l’accoglimento del ricorso del sindaco de Magistris, altro caso di “evidente rilievo mediatico” e riconoscendo “l’interesse pubblico sotteso”. Per De Luca la prima sezione del Tribunale si è espressa “con decreto ‘inaudita altera parte’”, ossia senza l’audizione dei legali delle controparti.

 

I LEGALI: “RICADUTE EVERSIVE” – Nel ricorso dei legali di De Luca (e non come erroneamente riportato prima, nel provvedimento del giudice Cioffi), viene pesantemente attaccato l’atto emanato da Renzi. La sospensione dalla carica di De Luca, disposta con immediatezza, prima dell’insediamento del Consiglio, ”si traduce in un impedimento permanente del funzionamento della Regione Campania”. I legali parlano di ”disinvolto decreto del presidente del Consiglio dei ministri” con ”effetti dissolutori, discredito di organi costituzionali e condizione di pericolo destabilizzante”. Non solo.

Il decreto di Renzi non riguarda, infatti, un presidente in carica, con organi insediati, ”che possano garantire temporaneità della sospensione e la continuità della funzione amministrativa”. E quindi sospendere De Luca dalla carica si è tradotto nel ”paralizzare lo stesso avvio della consiliatura regionale convertendo il regime di una misura di sospensione in una vera e propria sanzione (dissolutoria) del presidente di tutti gli organi regionali con ricadute eversive per il territorio e i cittadini della Campania”. Su queste premesse ”il disinvolto Dpcm non ha determinato una mera sospensione temporanea del presidente della Giunta regionale” ma ha innescato ”una vera e propria paralisi istituzionale con effetti estensivi ”di tutti gli organi e pregiudizio per la carica dei 50 consiglieri regionali estranei all’applicazione della legge Severino”.

 

DE LUCA – Oggi si ripristina il rispetto della volontà popolare e si apre la fase del lavoro e dell’impegno amministrativo pieno”. Così De Luca commenta la decisione del Tribunale.

“Ho rispettato e rispetterò rigorosamente  – afferma il presidente della Regione – tutte le leggi dello Stato, così come mi batterò a fondo per la difesa dello Stato di Diritto e dei principi costituzionali: è necessario espellere dalla vita pubblica ladri e tangentisti, ma è altrettanto necessario tutelare a pieno – nella loro dignità e nel loro lavoro – quanti continuano ad assumersi responsabilità per cambiare il Paese, realizzare opere e creare lavoro. Ci batteremo perché la legge sia uguale per tutti, senza disparità tra amministratori locali ed esponenti politici nazionali, e affinché la “paura della firma” non paralizzi più l’Italia”.

“Nei prossimi mesi  – prosegue De Luca – sarà sempre più chiaro che la vecchia Campania dei luoghi comuni non esiste più. Arriverà presto, all’italia intera, l’immagine di un’altra classe dirigente, fatta di dignità istituzionale, di concretezza operativa, di rigore spartano. Lavoreremo, a testa alta, per affrontare e risolvere i problemi e valorizzare in pieno le nostre potenzialità”.

 

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